Sono solo a San Valentino

Ti chiedo di fare un esercizio con me…prendi 5 min del tuo tempo e non avere fretta di arrivare fino in fondo.

-Pensa per un attimo ad una persona che ti ha reso speciale, (trovata?)

-pensa alla sua voce (cosa dice?)

-pensa al suo viso (com’è fatto?)

-pensa ad un bel ricordo che vi lega (cosa ricordi?)

Bene, chi ti è venuto in mente? Mamma? Papà? Nonna? Moglie ? Amica?… Non importa!
Quello che è importante è che hai ricordato un momento speciale perché tutti siamo stati amati da qualcuno. San Valentino non è solo fiori e lettere d’amore. San Valentino non è un giorno speciale ma è l’emozione che si accende nel tuo cuore ogni volta che ricordi chi ti ama, chi ti ha reso ciò che sei. Se questa persona è volata in cielo dedicale un sorriso, se è con noi chiamala. Non importa se non hai il coraggio di dirle che le vuoi bene, l’importante è che sappia che l’hai pensata. In fondo oggi è un giorno come un altro e se sei single non ha senso che ti senta non amato, perché qualcuno (la persona a cui hai pensato), ti ha reso speciale. ❣️

 

Dott.ssa Desiré Roberto 6290EC9F-95EA-42CD-AD0E-F5C3739359FE

ESISTE IL COLPO DI FULMINE?

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Perché ci ritroviamo a sospirare davanti a quel viso e non a quello del vicino? Il colpo di fulmine esiste davvero?

Il colpo di fulmine? Questione di molecole!

L’ultima scoperta dei ricercatori ci assicura che la scelta del partner sessuale avviene grazie ad un interruttore chimico, che si attiverebbe in presenza dei segnali emessi da un potenziale compagno di accoppiamento.
I ricercatori hanno studiato il comportamento di una molecola di lievito, il Saccharomyces cerevisiae, che generalmente si riproduce in modo asessuale ma, messo di fronte ad un’altra cellula che produce richiami, sceglie di unirsi, in un vero e proprio rapporto in miniatura. Poiché queste molecole sono state scoperte nelle cellule staminali embrionali, il passo dal lievito all’uomo è, scientificamente, breve.

Perché proprio lui/lei?

  1. Ferormoni

A questa domanda vi sono numerose risposte, secondo la biologia vi sono delle molecole chiamate ferormoni. Sono sostanze prodotte dal corpo (dalle ghiandole presenti in bocca, ascelle, seno, area genitale), capaci di provocare una risposta comportamentale. Vi è sistema olfattivo parallelo, a quello principale, che prende il nome di sistema olfattivo accessorio, deputato al riconoscimento di sostanze particolari prodotte da altri individui della stessa specie.  L’olfatto è un elemento primordiale di richiamo sessuale. Gli odori innescano potenti meccanismi erotici, stimolano il desiderio, accendono la sensualità. Il profumo del partner, l’odore della sua pelle, più che quello delle essenze di cui è cosparso, è di per sé un potente afrodisiaco.  Proprio l’odore emanato dal corpo, fragranza unica ed esclusiva di ogni persona, è uno degli elementi più forti di attrazione o repulsione sessuale.

          2. Evoluzionismo e conservazione della specie:  successo riproduttivo ovvero, essere sicuri che l’unione con un partner potesse dare alla luce dei figli sani e forti in grado di diffondere i propri geni.

Ammesso che piacersi a prima vista è una questione chimica (ferormoni) ed evoluzionistica, come scegliamo il nostro partner come relazione stabile?

Lo scoprirete a breve nel prossimo articolo. A presto!

Dott.ssa Desirè Roberto

“Come sei ingrassata!”

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Quando incontri una persona che non vedi da tempo, non guardare per prima cosa la pancia o le gambe, non farle notare che è ingrassata, piuttosto  sposta la tua attenzione ai suoi occhi e chiediti che cosa le sta succedendo. Nota se c’è  tristezza in quello sguardo. I motivi che ci spingono al cambiamento sono tanti e vari, il cibo è una delle cose in cui le persone amano rifugiarsi tutte le volte che non si sentono comprese, sono in ansia per un problema o arrabbiati per una situazione. Tutte le volte in cui vorrebbero piangere ma mangiano, vorrebbero urlare ma mangiano, si sentono sole e mangiano. Mangiano e ingrassano, più ingrassano e più si sentono frustrate e questa frustrazione non fa altro che peggiorare la situazione perché spesso smettono di uscire per evitare sguardi indiscreti, temono di essere invitate ad una festa perché non sanno più cosa indossare e non si sentirebbero al loro agio.

Le persone lo sanno di essere ingrassate, farglielo notare non fa altro che peggiorare il loro stato emotivo. Guarda oltre l’involucro, punta al cuore!

Non ti omologare, tutti guardano la superficie ma punta all’essenza!

Dott.ssa Desiré Roberto

Dovrei essere ma…sono!

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Oggi vorrei proporre una riflessione, so che non a tutti potrebbe piacere. Vorrei parlare dei “dovrei essere ma sono“, tutto ciò che gli altri vogliono da noi che, è distante da ciò che siamo realmente. Mi riferisco non solo alle relazioni con partner ma principalmente al rapporto tra genitori e figli. Penso che spesso i genitori non sono pienamente consapevoli che, il figlio è un individuo indipendente e dotato di una propria personalità, un proprio temperamento, un proprio pensiero, con dei propri sogni e preferenze. Spesso dimentichiamo che figli non sono un’estensione di noi stessi, la possibilità di raggiungere sogni che ci sono stati negati perché negando i loro, continueremo a mantenere attivo questo bisogno nella prossima generazione. Il risultato di tutto ciò è far sentire il figlio sempre inadeguato, ingiusto, colpevole di essere se stesso e questo senso di inadeguatezza lo accompagnerà tutta la vita. Cari genitori ricordate sempre che un figlio è un individuo separato da voi stessi e non deve per forza assecondare e aderire ai vostri sogni. Ricordate che un figlio è amore incondizionato altrimenti non è amore.

Elaborare un trauma

Trauma-Depression“Anche se siamo dei duri, i traumi lasciano sempre delle cicatrici, ci seguono anche a casa e cambiano la nostra vita. I traumi incasinano tutti, ma forse è proprio questo il punto: il dolore, la paura, le stronzate, forse subire questo ci permette di andare avanti di superare ogni cosa, forse tutti dobbiamo incasinarci un po’ prima di poter migliorare.”

Alex Karev, in Grey’s Anatomy

 

 

Traumi, le cicatrici invisibili che si intrecciano nella nostra vita!

Quando parliamo di eventi traumatici ci riferiamo ad eventi improvvisi, imprevedibili e incontrollabili che ci hanno segnato, turbato, scosso. Sono quegli eventi difficili da elaborare, in cui risulta emotivamente pesante anche pensarli, possono essere situazioni che ci hanno coinvolto in prima persona o che hanno coinvolto persone a noi care.

Il Trauma (DSM 5) è l’esposizione a morte reale o minaccia di morte, grave lesione, oppure violenza sessuale in uno o più dei seguenti modi:

-Fare esperienza diretta dell’evento traumatico;

-Assistere direttamente ad un evento traumatico accaduto ad altri;

-Venire a conoscenza di un evento traumatico accaduto a un membro della famiglia oppure ad un amico stretto.

-Fare esperienza di una ripetuta o estrema esposizione a dettagli crudi dell’evento traumatico.

Nelle persone gravemente traumatizzate, le reazioni di allarme tendono a cronicizzarsi e a riattivarsi di fronte a situazioni della vita quotidiane e quel trauma vissuto diventa un “marchio” che le accompagna. Dopo l’evento traumatico vi è un periodo di disagio in cui si sperimenta incredulità per l’accaduto, ansia, insonnia e irrequietezza. Queste reazioni solitamente tendono a scemare fino a sparire in quanto, la nostra mente è in grado di elaborare il vissuto traumatico. A volte, questa “normale elaborazione” non avviene e la sintomatologia post-traumatica persiste nel tempo. L’organismo resta in uno stato di iperattivazione e allarme, il ricordo dell’evento spiacevole rimane nella memoria e ai ricordi segue un grande malessere interiore. La risposta all’esperienza traumatica è, prima di tutto, emotivo-corporea. Nel caso di un trauma psicologico irrisolto si crea nel cervello un blocco neurobiologico, che impedisce l’elaborazione delle emozioni e delle sensazioni corporee le quali, permanendo nel cervello oltre la conclusione dell’esperienza, sono pronte a riattivarsi in situazioni simili a quella traumatica.  Ad esempio: una persona che ha assistito ad un terremoto potrebbe essere spaventata, terrorizzata e attivarsi, ogni volta che sente qualche suono intenso che in qualche modo ricorda l’esperienza traumatica.

 Come elaborare un trauma?

Quando una situazione traumatica non viene elaborata, il malessere diventa costante e può avere ripercussioni sulla vita della persona, dunque è opportuno rivolgersi ad un esperto e intraprendere un percorso psicoterapeutico che faciliti l’elaborazione del trauma fino alla scomparsa dei sintomi d’ansia. Per l’elaborazione del trauma si è rivelato particolarmente utile l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), tecnica specifica che si è dimostrata efficace per elaborare il trauma psicologico in tempi brevi e impedire che questo determini conseguenze psicologiche.  La tecnica viene utilizzata da psicoterapeuti adeguatamente formati per far elaborare il trauma psicologico e ridurre la sofferenza legata al ricordo traumatico.

Dott.ssa Desirè Roberto

Specializzata in I e II livello nella tecnica EMDR.

Contatti

Ho visto prigioni…

Ho visto prigioni tremende, intricati labirinti con sbarre resistenti. La cosa più strana è che ogni prigioniero conosceva l’uscita e aveva la chiave, la paura li teneva fermi.
Le prigioni più grandi sono dentro di noi… guarda la tua chiave, osserva l’uscita.

(Dott.ssa Desirè Roberto)26648182_1949017448752175_680816430_n

Vita…

Ho trovato il significato

Un nuovo anno…

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LE COLICHE DEL NEONATO

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Le coliche infantili caratterizzano il 10% dei neonati, solitamente iniziano dalla seconda settimana di età, raggiungendo un picco verso la sesta settimana.

Quando si può ipotizzare che il bambino soffra di coliche?

Il dottor Wessel ha definito la cosiddetta ‘regola del 3’: “…si tratta di coliche se ci troviamo davanti a un lattante sano, ben nutrito, che piange più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni alla settimana, e per più di 3 settimane di seguito”Il consiglio è di avvalersi sempre del parere di un pediatra.

Le coliche hanno sintomi e caratterizzate precise:

  • pianto improvviso eccessivo ed incontrollato (secondo la regola del 3);
  • il bambino stringe i pugni e flette le gambe sull’addome e appare inconsolabile.
  • Tra una crisi e l’altra può calmarsi e addormentarsi.

Le cause dell’insorgenza delle coliche non sono ancora chiare, si ipotizza possano dipendere da più fattori come: intolleranze alimentari, disturbi gastrointestinali, eccessiva presenza di gas nelle anse intestinali, dinamica della peristalsi  (produzione maggiore di un ormone chiamato motilina che sembra sia la causa di contrazioni intestinali più intense), inappropriato rapporto tra genitori e neonato ed immaturità del Sistema Nervoso Centrale.

Il massaggio infantile per dare sollievo in caso di coliche

Il massaggio quotidiano dell’addome può essere di grande aiuto in particolare quando le coliche del bambino sono collegate ad un’immaturità intestinale. Il massaggio non deve essere effettuato durante la colica, ma in un momento della giornata in cui il piccolo non piange ed è tranquillo e senza tensioni. I benefici delle stimolazioni tattili e pressorie del massaggio infantile in caso di coliche, sono molteplici, oltre a stimolare la maturazione della funzionalità delle fibre nervose responsabili dei movimenti intestinali, dà al piccolo piacevoli sensazioni di rilassamento.

Se sei interessato al massaggio infantile e i suoi benefici leggi anche:

I benefici del massaggio infantile

Il massaggio infantile stimola lo sviluppo cerebrale!

Come si svolge il corso di massaggio infantile?

Se sei un genitore e sei interessato a partecipare ad un’esperienza unica di profondo con-tatto con il tuo piccolo, non esitare a contattarmi! Mensilmente si organizzano corsi per genitori con bambini dai 0-9 mesi.

Dott.ssa Desirè Roberto

 

 

 

Uomo e donna: 6 differenze cerebrali!

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La donna non capirà mai il mistero che si cela nel correre dietro una palla da calcio, così l’uomo non capirà mai perchè le donne vanno in bagno in coppia e ci restano per ore!

Uomo e donna, come Marte e Venere, due pianeti che cercano di comunicare e spesso usano modi e linguaggi incomprensibile per l’altro alieno, da ciò nascono i litigi. Vi sembrerà strano ma siamo diversi, abbiamo un cervello strutturato diversamente e per questo spesso non ci capiamo, la scienza conferma!

Quali differenze?

  1. VOLUME CEREBRALE. Il volume cerebrale diversamente sviluppato:  quello femminile ha l’11% in più di neuroni rispetto a quello maschile nelle aree del linguaggio e dell’ascolto. Presenta zone collegate alle emozioni e alla memoria, situate nell’ippocampo, più grandi che negli uomini, e ha meno circuiti neuronali nell’amigdala, zona del cervello in cui si attivano le risposte di fronte al pericolo o si generano i comportamenti aggressivi.
  2. FUNZIONAMENTO DEI CIRCUITI NERVOSI: più rigido nell’uomo (le connessioni corrono lungo lo stesso emisfero) mentre è più plastico nella donna (le connessioni sono anche trasversali).
  3. SCHEMI COMPORTAMENTALI: l’uomo possiede un cervello che segue schemi basati più sulla razionalità, infatti gli uomini solitamente eccellono nelle attività motorie e sono più capaci nell’analisi spaziale e nell’orientamento. Nella donna il funzionamento cerebrale è maggiormente di tipo intuitivo. Tutto questo riflette la capacità multitasking (fare più cose insieme) delle donne, la maggiore empatia e le migliori abilità sociali.
  4. VALORI: l’uomo ricerca potere, competenza, risultati e successo, predilige l’AUTONOMIA, la donna ricerca comunicazione, rapporti interpersonali, predilige la CONDIVISIONE.
  5. GESTIONE DELLO STRESS: l’uomo ricerca la solitudine e momenti di svago (tv, videogiochi, letture, sport), la donna ricerca la condivisione, parlare del proprio malessere.
  6. LINGUAGGIO: l’uomo non ama molto parlare soprattutto di sé, usa il linguaggio quando è necessario ed esprime letteralmente ciò che pensa. La donna per esprimere ciò che pensa utilizza superlativi, metafore, spesso ciò che dice è allusorio.

Capire le differenze del nostro partner è fondamentale, ci permette di comprenderlo e dunque amarlo. Quando un uomo è stressato ama trascorrere del tempo in solitudine, nel tentativo di risolvere un problema o di accantonarlo.

L’uomo non ama essere aiutato per questo i consigli (se non cercati)  non sono ben accetti.La donna ama parlare di sé, ama comunicare i suoi stati d’animo e spesso non cerca nell’altro la risoluzione ai propri problemi ma solo l’ascolto empatico.

Quando non si conoscono tali differenze si rischia di sbagliare e da questo nascono molte incomprensioni e liti.

 Tanto diversi, è vero, ma come faremmo senza il nostro compagno a ricordare quale strada intraprendere per tornare a casa? Come farebbe lui a trovare i calzini che sono nel cassetto (davanti ai suoi occhi)? Tanto DIVERSI ma COMPLEMENTARI!

 

Leggi anche: Perché gli uomini non ascoltano le donne?

Desirè Roberto

Come si svolge il corso di massaggio infantile?

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Salve a tutti, oggi vi spiego brevemente in cosa consiste il corso di massaggio infantile.

Il corso è rivolto ai genitori con bambini dai 2 ai 9 mesi e può essere individuale o di gruppo ( i gruppi sono solitamente di 5 coppie di genitori con bambini) , si articola in 4-5 incontri di un’ora ciascuna, indicativamente una volta a settimana.

Ogni genitore potrà usufruire durante il corso del cuscino a forma di goccia in pula di faro, la forma richiama un po’ quella del ventre materno. Per queste sue caratteristiche è ideale per il massaggio in quanto agevola il rilassamento dando una sensazione che rassicura e protegge. Grazie all’imbottitura in pula di farro il cuscino è morbido, traspirante e senza allergeni.

L’insegnante dimostrerà le sequenza dei massaggi con l’aiuto di una bambola delle dimensione di un bimbo, pensata appositamente per questo scopo ma sarà direttamente il genitore a massaggiare il proprio bimbo.

“Se partecipo al corso e mio figlio dorme? Se piange?”

Prima di ogni altra cosa vi sono i BISOGNI e il RISPETTO del bambino. Il massaggio verrà eseguito SOLO se il bambino è calmo e disponibile, se invece il bambino dorme verrà lasciato dormire, se il bambino ha fame verrà allattato e così via.

l bambino ha bisogno, oltre che di nutrimento, anche contatto fisico, uno stretto contatto pelle a pelle. Tanto più i bisogni del neonato saranno soddisfatti (bisogno di nutrimento, di calore, affetto), quanto prima sarà pronto ad esplorare dal solo il mondo esterno.

Specifico che praticare il massaggio non è tanto imparare una tecnica ma imparare a relazionarsi meglio con il proprio bambino massaggiandolo, stimolare l’attaccamento, la sintonia emotiva e imparare il linguaggio SEGRETO dei nostri bambini.

Per saperne di più, ti invito a leggere I benefici del massaggio infantile e Il massaggio infantile stimola lo sviluppo cerebrale!

Dott.ssa Desirè Roberto Contatti

 

Ti stai spegnendo

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Ti stai spegnendo e te ne rendi conto, dove sono finiti i tuoi sorrisi? Non lo sai neanche tu! Dove è finita la tua grinta? Così, passi le giornate facendo tutto quello che si deve fare per mantenere quel minimo di equilibrio e ti faccia sentire “giusto” agli occhi degli altri, non vuoi essere un peso per nessuno e camuffi la tua tristezza come puoi…Nella routine di ogni giorno ti stai spegnendo, affogata nella malinconia, nei problemi, nel malessere generale. Ti stai spegnendo ma nessuno se ne accorge, ti stai spegnendo e a volte urli dentro te sperando che qualcuno possa sentire il tuo dolore…Nessun fuoco può spegnersi per sempre…chiedi aiuto.

Dott.ssa Desiré Roberto

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