CONSULENZA GRATUITA 8 MARZO 2017

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, in un’ottica di  PREVENZIONE PSICOLOGICA, si offre CONSULENZA GRATUITA  (su prenotazione) per tutte le DONNE.

Per info e prenotazione: Contatti

 

 

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“…Siamo così
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì”   (F. Mannoia)

Donne: un mondo velato da mille sfaccettature.

Donne dedite alla casa, alla cura dei figli, al benessere del loro nido, donne mogli, mamme, amiche, donne in carriera. Donne apparentemente instancabili, donne che donano sorrisi e che spesso nascondono il proprio dolore dietro un flebile sorriso.

Donna questo spazio è per te!

 

 

 

 

26 Febbraio 2017

Incontro tematico: PSICOLOGIA & NUTRIZIONE

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Quali sono gli ostacoli mentali alla perdita di peso? Perché iniziamo a seguire una dieta e poi ci arrendiamo?

Ti aspetto il giorno 26 febbraio alle ore 18,00 presso lo studio  “Nutrizione e dietetica clinica” via Dante Alighieri, 17. Gesualdo (AV).

Un incontro tematico in cui si parlerà proprio di questo.

Iniziamo oggi a prenderci cura di noi.

L’incontro è gratuito ma è necessaria la prenotazione, per info Contatti

Buona giornata a tutti.

Dott.ssa Desirè Roberto

PERCHE’ LA DIETA NON FUNZIONA?

Laura (38 anni): “Ho seguito una dieta per 5 mesi perdendo 10kg, un risultato davvero soddisfacente. Il problema è che ora sono bloccata, non riesco a continuare anzi, ho ripreso a mangiare in modo…

Sorgente: PERCHE’ LA DIETA NON FUNZIONA?

I segreti del SUCCESSO

TI SEI MAI CHIESTO

QUAL E’ LA “CHIAVE” DEL SUCCESSO NELLA VITA? 

 

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Un giovane indiano passeggiava solo nella foresta. Trovò un uovo di aquila. Credendo che si trattasse di un uovo di gallina selvatica, lo mise in un nido di gallina selvatica.
L’uccellino crebbe circondato da galline. Si mise a camminare come una gallina, a chiocciare come una gallina, a beccare come una gallina.

Un bel giorno di primavera, il giovane uccello vide una cosa magnifica: era un grandissimo uccello che s’innalzava volteggiando nell’aria, con grande eleganza. “Che uccello è?”, chiese la piccola aquila cresciuta fra le galline selvatiche. “È un’aquila, il più bello fra tutti gli uccelli!”. La piccola aquila fantasticava su quanto sarebbe stato magnifico riuscire a volare con così tanta grazia; ma siccome pensava che non avrebbe mai potuto essere un’aquila, il giovane uccello dimenticò velocemente il suo sogno.
Visse tutta la sua vita e morì credendo di essere una gallina selvatica”.

(FIABA TRADIZIONALE DEGLI INDIANI D’AMERICA)

Spesso sei come questa piccola aquila: hai potenzialità non sfruttate, doni, talenti che potrebbero permetterti di realizzarti e raggiungere ciò che sogni eppure resti lì, nel tuo nido ad osservare gli altri volare. Vivi una vita che non ti soddisfa perchè pensi di non poter fare di più.

Cosa manca?  AUTOSTIMA! Caro lettore, per avere il coraggio di lanciarti e provare a prendere ciò che desideri nella tua vita c’è bisogno di autostima.

Perchè? Molte risposte a questa domanda sono da ricercare nel tuo “nido”. I genitori e il contesto in cui viviamo, hanno una particolare influenza sullo sviluppo della nostra autostima. Le persone che non hanno avuto modo di sviluppare una buona autostima nell’infanzia,  solitamente, una volta diventate adulte, cercano qualcuno o qualcosa che gli dia costanti rassicurazioni sulle proprie capacità e sul proprio valore personale.

Se non abbiamo sviluppato una buona autostima nell’infanzia resteremo “galline” per sempre? NO, ASSOLUTAMENTE!

Prendere consapevolezza della propria bassa autostima è il primo passo per lavorarci. Richiede un costante lavoro su se stessi, con l’obiettivo di scardinare pensieri radicati nel tempo riguardanti il nostro scarso valore personale ma questo non è impossibile!

Dott.ssa Desirè Roberto

Contatti

Iniziare un nuovo cammino

Ogni Nuovo inizio spaventa, la cosa più difficile del cambiamento è iniziare a pianificarlo…far spazio a nuove alternative nella nostra mente. Niente è impossibile. Forza, oggi è un nuovo giorno per riprendere il cammino o per cambiare rotta.

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Dott.ssa Desirè Roberto

Psicologa- Contatti

 

 

Il contrario della paura è: FIDUCIA!

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Il contrario della paura è: FIDUCIA!

Il bambino non ha paura quando ha FIDUCIA negli adulti, perchè sa di potersi fidare e affidare a loro quando è in difficoltà. Ricordiamoci sempre che è importante non tradire la loro fiducia nè essere la fonte che genera paura (es. “adesso viene il lupo cattivo”…”ti faccio venire a prendere dall’uomo della neve” e così via).

RICORDA:Un bambino che ha fiducia negli adulti, con il tempo impara ad avere anche fiducia in se stesso.

Dott.ssa Desirè Roberto

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Difficoltà con lo studio?

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Cari genitori, quest’articolo è per voi, per voi che a casa impiegate tanto tempo a spiegare ai vostri bambini le singole lettere, per voi che vi sentite frustrati perchè il vostro bambino pur essendo “brillante” in tanti ambiti della vita non riesce a capire che le singole lettere “c-a-s-a” messe insieme, formano la parola “casa” e vi chiedete: perchè?

Spesso vi arrabbiate e incolpate il vostro piccolo di non essere abbastanza attento, di distrarsi troppo e a volte incorrete anche in punizioni, facendo leva sul fatto che il bambino mostra  spiccate capacità cognitive in tanti contesti, ma le lettere non riesce proprio a digerirle!

Potrebbe essere una difficoltà transitoria o potremmo ipotizzare la presenza di un “Disturbo Specifico dell’Apprendimento”, chiariamo subito cos’è e come si manifesta. (Ti invito a leggere gli articoli nella sezione “Apprendimento”, ti offriranno numerose informazioni a riguardo ai “campanelli d’allarme” e sui miti da sfatare).

Con il termine Disturbo dell’Apprendimento (o DSA) ci si riferisce solo a deficit nelle abilità scolastiche che possono verificarsi in ragazzi per il resto normali (intelligenza nella norma/ assenza di problemi sensoriali).

Sono disturbi neurobiologici che riguardano SOLO determinate aree di apprendimento (LETTURA, SCRITTURA, CALCOLO) senza compromissioni dell’intelligenza generale. A differenza delle difficoltà di apprendimento, modificabili con interventi mirati, i disturbi dell’apprendimento, non dipendono da fattori esterni ma sono innati e resistenti all’automatizzazione, si manifestano come una compromissione della capacità di lettura, di scrittura e di calcolo.

DIAGNOSI

La diagnosi può essere posta dal mese di gennaio del secondo anno della scuola primaria per la compromissione delle abilità di lettura e di scrittura e alla fine della terza classe di scuola primaria per la compromissione delle abilità di calcolo.

La diagnosi è effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale (Reparto di Neuropsichiatria Infantile) effettuata sottoponendo il bambino a test  mirati ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.

La scuola deve essere a conoscenza di tale diagnosi per poter operare le oppure misure dispensative (riguardano la dispensa da alcune prestazioni, ad esempio dalla lettura ad alta voce, prendere appunti, etc.) strumenti compensativi (sono strumenti che permettono di compensare la debolezza funzionale derivante dal disturbo).

TRATTAMENTO

Rivolgersi ad uno psicologo o ad altra figura che abbia specifica formazione nei Disturbi dell’Apprendimento per svolgere un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato in relazione alle difficoltà del bambino emerse nella valutazione.

Per ulteriori informazioni Contatti

Dott.ssa Desirè Roberto

 

BUON ANNO 

2017

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“Mamma e papà si separano”…E i figli?

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Caro lettore, a fronte delle numerose richieste sul tema delle separazioni e bambini contesi, vi dedico qualche articolo sperando che possa essere utile a chi si trova ad affrontare una situazione simile. Vi ricordo inoltre che per qualsiasi chiarimento in merito potete contattarmi privatamente (SEZIONE “CONTATTI”).

L’argomento che di seguito affronteremo è MOLTO delicato, quando due genitori decidono di separarsi ne risente l’intero nucleo familiare e in particolar modo i figli.

Il modo in cui i figli reagiscono dipende da numerosi fattori: età del bambino, contesto familiare (nonni/zii/parenti), supporto sociale, personalità del minore ma in particolare ciò che influenza maggiormente è il modo in cui mamma e papa si comportano con i figli durante la separazione.  (Emery e Forehand, 1994).

-Cosa dire ai bambini?

Capita spesso che i genitori decidano di non dare spiegazioni al bambino. Immaginate quanto possa essere destabilizzante per il bambino vedere papà o mamma che va e viene, dorme sul divano, sparisce per giorni, mamma/papà piange e non si sa il perché. I bambini sono degli attenti osservatori, captano che qualcosa non va, avvertono che qualcosa è cambiato e perché non renderli partecipi di ciò che sta accadendo nella loro famiglia? I bambini hanno bisogno di spiegazioni ed è importante che queste siano calibrate adeguatamente all’età del bambino.

-Non essere più moglie/marito ma continuare ad essere padre e madre-

Sembra scontato ma non lo è, spesso si rassicurano i bambini dicendo “mamma e papà saranno sempre gli stessi”, sappiamo tutti che non sarà esattamente la stessa cosa. Dedica del tempo a tuo figlio, cerca di essere presente nella sua vita, fagli sentire che ci sei e dimostralo. Succede spesso che i bambini di genitori separati si sentano abbandonati e questo può avere delle ripercussioni in età adulta. È molto importante che i genitori collaborino e agiscano insieme, mamma e papà sono entrambi responsabili del benessere psico-fisico del proprio bambino. Sarà sicuramente difficile all’inizio ma con il tempo dovrete imparare a dialogare per prendere delle scelte per il vostro bambino.

-I  “ Ti voglio bene”

In un momento di forte crisi coniugale è difficile mettere da parte la rabbia verso il coniuge ed esprimere i propri sentimenti nei confronti dei figli. Fai sentire il tuo bambino amato, quando un figlio è piccolo non è in grado di comprendere chiaramente cosa stia accadendo alla propria famiglia e potrebbe attribuirsi la colpa della separazione dei genitori (“faccio sempre arrabbiare mamma e papà, forse è colpa mia se si lasciano”). I bambini hanno  bisogno di sapere di essere amati, di essere stimati, di essere importanti per mamma e papà, devono sapere che non sono la causa della separazione dei genitori.

-Non coinvolgere tuo figlio nella tua battaglia

Questo è il nodo più amaro da ingoiare, è la cosa più difficile da fare. La rabbia prende il sopravvento e i figli diventano un mezzo per alimentare la battaglia legale e “distruggere” l’ex coniuge. Si parla male dell’altro genitore dando informazioni scorrette o parziali, cercando così di allontanare il figlio dall’altro (PAS”Sindrome di Alienazione Parentale”). Inoltre, tuo figlio non dovrebbe essere il tuo confidente. Essere chiari e spiegare cosa sta accadendo è diverso dal raccontare ai figli aneddoti privati ed intimi della coppia.

Sperando che questa riflessione sia stata utile, ti invito a seguire gli articoli che saranno pubblicati in questi giorni sempre su questo tema: “ Reazioni dei figli alla separazione”.

Dott.ssa Desirè Roberto

Chi è lo psicologo?

“Perché non provi ad andare da uno psicologo?” questa frase risuona alle nostre orecchie come una condanna più che come un consiglio, nasconde in sé le molte insidie delle credenze popolari oltre…

Sorgente: Chi è lo psicologo?

Fame e sazietà? Questione di testa!

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Distorsione cognitiva nei soggetti obesi

Numerose ricerche hanno dimostrato che nel soggetti obesi viene sottostimata la quantità di cibo da mangiare o ingurgitata. Uno studio condotto da Wansink approfondisce qual è il ruolo dell’informazione visiva sul consumo di cibo.

Ai partecipanti dell’esperimento è stato chiesto di mangiare della pasta al pomodoro posta in un piatto fondo e di mangiarne finché non fossero sazi. Il piatto, all’insaputa dei partecipanti aveva il fondo bucato e il ricercatore di nascosto continuava ad introdurre pasta attraverso un tubicino.

Da quest’esperimento è emerso che i soggetti obesi mangiavano fin quando era l’esaminatore a decidere di non mettere altra pasta nel cibo mentre, i soggetti normopeso terminavano di mangiare non appena avvertivano di essere sazi.

Fame e sazietà? Spesso una questione di testa, quanto riusciamo a sentire di essere sazi?

Dott.ssa Desirè Roberto

 

 

Bibliografia

Brian Wansink1, James E. Painter, Jill North (2005) “Bottomless Bowls: Why Visual Cues of Portion Size May Influence Intake “ Obesity Research Volume 13, Issue 1, pages 93–100

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