Iniziare un nuovo cammino

Ogni Nuovo inizio spaventa, la cosa più difficile del cambiamento è iniziare a pianificarlo…far spazio a nuove alternative nella nostra mente. Niente è impossibile. Forza, oggi è un nuovo giorno per riprendere il cammino o per cambiare rotta.

15977914_1815563162044334_6757353491839656213_n

Dott.ssa Desirè Roberto

Psicologa- Contatti

 

 

“Le paure che non affronti diventeranno i tuoi limiti” (R. Sharma )

 

impossibileconvinzionilimitanti

Affrontare i nostri “giganti” richiede coraggio

e forza d’animo, ricorda però che NULLA E’ IMPOSSIBILE!

2 febbraio 2019

 

bullismo definitivo

Sabato 2 febbraio 2019. Presso la Sala Convegni- Flumeri (AV).

Incontro tematico. Ingresso gratuito.

Buon anno

Auguro a tutti voi un buon inizio. Non sperare che il nuovo anno sia migliore, potresti esserne deluso. Spera piuttosto di affrontarlo nel migliore dei modi, di essere la parte migliore di te!

Adolescenti: perchè sfidano la morte?

 

 

 

daredevil_death_wp

Oggi 17 settembre 2018, ultimo aggiornamento di cronaca, “ragazzo muore cercando di fare un selfie sul tetto di un supermercato”. Sfide estreme e pericolose spesso sono il frutto di un macabro gioco, il cui nome è  Blue Whale (Balena blu), nome non casuale, infatti fa riferimento alle balene che si spiaggiano sulla riva, lasciandosi morire senza un motivo.  Il gioco, diviso in 50 prove di difficoltà (e pericolosità) crescente, sembra essere stato ideato da un giovane russo, responsabile della morte di una decina di ragazzi. Gli adolescenti sono contattati in rete e una volta accettata la sfida non possono tirarsi indietro altrimenti, minacciati  di avere sere ripercussioni sui familiari.

La domanda che tutti si pongono “cosa spinge i giovani a sfidare la vita”?

  1. Il gioco trova “terreno fertile” nel bisogno adolescenziale di mettersi alla prova, di testare i propri limiti.
  2. Cambiamenti cerebrali. Si è soliti parlare di cambiamenti ormonali come causa dei cambiamenti comportamentali dell’adolescente, in realtà un ruolo molto importante è rivestito dai cambiamenti cerebrali. Non tutti sono a conoscenza che alla nascita il nostro cervello non è completo, il picco di cambiamenti cerebrali si ha tra i 12 e 24 anni, così come evidenziato dallo psichiatra Daniel J. Siegel. Le modificazioni cerebrali sono alla base di  comportamenti tipici degli adolescenti quali: la ricerca di novità , il coinvolgimento sociale con i coetanei, una maggiore intensità emotiva. Il ruolo della Dopamina. Il cervello è un insieme di cellule – i neuroni – che comunicano tra loro, attraverso sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori. Durante l’adolescenza si intensifica l’attività dei circuiti cerebrali che utilizzano la dopamina, un neurotrasmettitore che ha un ruolo fondamentale nel creare la spinta a cercare gratificazione”I, dice Daniel J. Siegel. L’aumento del rilascio di dopamina, aumenta la predisposizione degli adolescenti a essere attratti da esperienze danno eccitazione ed euforia.
  3. Desiderio di essere accettati, porta ad imitare ciò che fanno i coetanei e ad accettare in modo acritico ciò che gli viene proposto di fare.
  4. Rinforzo del conformismo mediato dalla rete, un comportamento enfatizzato in rete diventa subito moda.

 

Cosa possiamo fare?

La sfida letale, sta coinvolgendo numeri considerevoli di giocatori. Prevenire, deve essere la parola d’ordine!

 

Consigli per i genitori:

  • Aumento della sicurezza in rete. I genitori spesso sono più sereni se il figlio è in casa piuttosto che in giro con gli amici. Questo dà maggior sensazione di “controllo” ma chi di voi è a conoscenza di ciò che succede quando il ragazzo è sul web?Dunque genitori, anche se questa cosa non vi piace (e non piace neanche ai vostri figli), ci vuole controllo, assicurarsi la sicurezza in rete dei vostri figli. Chi conosce? Cosa fa?
  • Osservate i vostri figli, se notate delle ferite strane sul suo corpo, indagate ulteriormente. Tipico è il cutting (incisioni che lasciano sottili cicatrici) o lo scarring (asportazione della pelle con qualcosa di affilato, in modo da avere il disegno desiderato quando cicatrizza).
  • Dialogate. Sicuramente una componente importante per aiutare il proprio figlio è il dialogo. 
  • Insegnate. I ragazzi devono imparare a tollerare i sentimenti negativi, i momenti di frustrazione e sconforto, questo va insegnato.

 

Consigli per i ragazzi:

  • Non sei obbligato! Anche se hai iniziato, anche se ti sembra impossibile uscirne, chiedi aiuto! Parlane con un adulto, confidati con i tuoi genitori.
  • Salva i tuoi amici. Se conosci amici che hanno intrapreso questa sfida, avverti i suoi genitori. Il tuo contributo può salvargli la vita!
  • Denuncia i curatori, se vieni contattato denuncia immediatamente alla Polizia. Se non sai come fare, chiedi l’aiuto ad un adulto.

 

Niente vale quanto la tua vita, abbi cura di te!

Condividi l’articolo affinchè più persone possano essere informate.

 

Dott.ssa Desirè Roberto

Contatti

 

 

 

 

Il bambino che non c’è

Quanti bimbi hai?” le ho chiesto.

Lei: “Due, Andrea ha 3 anni, la seconda, Giulia l’ho persa in gravidanza.”

I bimbi persi, non sono persi per le loro mamme.

Questa scultura si trova in Slovenia e si chiama “Il bambino mai nato”, ci ricorda che malgrado dei figli sono volati in cielo, restano nel cuore di chi li ha avuti in grembo. ❤️

Dott.ssa Desirè Roberto

Senti anche tu il vuoto dentro?

– Come ti senti?

– VUOTO!

Il vero vuoto è dentro noi! Cerchiamo di riempire la nostra vita di tutto ciò che serve per affrontare il “viaggio“, una corsa affannosa verso mete evanescenti. In questo correre incalzante e frenetico spesso dimentichiamo i compagni di viaggio e proseguiamo soli. Dimentichiamo di fare delle soste, di assaporare la bellezza di un paesaggio, le grida di un bambino, lo sguardo di un anziano, il sapore di una carezza, il tepore dei raggi del sole, il profumo dei fiori, il canto di un uccello… La valigia è piena di cose inutili ma siamo convinti che lí dentro vi è la felicità. Una valigia piena e un cuore vuoto… Fermiamoci un attimo, posiamo la valigia e iniziamo a vivere davvero! Trascorri del tempo con chi ami, fermati assapora la vita, vivi davvero. Buona giornata a tutti ☺️

Dott.ssa Desirè Roberto

Cosa doni a chi ti ama?

Una donna mi ha raccontato di aver preparato due torte, una era venuta benissimo ed era molto bella, l’altra invece, era poco cotta e molto brutta. Quando doveva decorarle, ha prestato molta attenzione a quella venuta bene e con gli avanzi ha ricoperto quella venuta male. -“Quella brutta la porterò a mia madre, quella bella invece, la porterò ai colleghi di lavoro.”

Spesso facciamo così in tante piccole cose quotidiane, diamo la parte migliore di noi a persone “estranee” alla nostra vita, lasciamo invece gli avanzi o il peggio di noi a chi realmente ci ama, ci comprende e si preoccupa per noi. Diamo per scontato l’amore e la comprensione dell’altro e smettiamo di alimentare i sentimenti, di far sentire l’altro amato, smettiamo di dargli la parte migliore di noi. Giustifichiamo le nostre mancanze con la loro comprensione. Non pensiamo mai che, chi ci ama, potrebbe stancarsi degli avanzi e allontanarsi.

RICORDA: Chi ti ama non merita i tuoi avanzi. Custodisci i tuoi affetti. Se questa storia ti ha fatto riflettere, lascia internet, lascia telefono e tv, concedi del tempo ai tuoi figli, a tua moglie/marito, ai tuoi genitori. Una telefonata, una visita, una gentilezza, un’attenzione, un “ti voglio bene”. Riempi la tua giornata di ricchezza. ❤️

Un caro saluto a tutti.

Dott.ssa Desirè Roberto

5 consigli per aiutare l’autostima di tuo figlio

forte-bambino-14551128

 

Cosa puoi fare per incoraggiare l’autostima di tuo figlio? Ecco per voi semplici consigli.

  1. Credi in lui: (sono sicura che stai pensando “certo che credo in lui!” DIGLIELO!). Rafforzalo dicendogli “Io credo in te! Mi fido di te…Sono sicura che ce la farai.” I bambini hanno bisogno di essere incoraggiati attivamente.
  2. Dagli obiettivi realistici: quando dai un compito a tuo figlio assicurati che non sia troppo semplice nè troppo complesso ma adatto alla sua età. Non intervenire per aiutarlo se non è richiesto o necessario. Complimentati con lui per quello che ha fatto.
  3. Critica secondo la “regola del sandwich”: (complimento-critica-complimento). Se durante un compito commette qualche errore, non aggredirlo ma complimentati perchè sta portando avanti il compito e poi esprimi la tua critica. Esempio: “Sei stato molto bravo ad eseguire questo compito, sarebbe stato meglio se avessi fatto….ma sono sicura che la prossima volta lo farai ancora meglio perchè ne hai le  capacità.”
  4. Sostienilo: può succedere che il bambino fallisca in qualcosa (es. una partita), sostienilo, incoraggialo, fagli comprendere che nella vita si può fallire ma si può ricominciare. Incoraggialo ad impegnarsi in ciò che fa, i successi spesso sono conseguenti ai sacrifici.
  5. Sostieni i suoi talenti: spesso si incorre nell’errore di far fare ai nostri figli ciò che non abbiamo potuto fare realizzare nella nostra vita. Ogni bambino è unico e va rispettato, spesso i nostri desideri non coincidono con i suoi veri talenti.  Come ti sentiresti se ti costringessero a cantare se ti piace ballare? Aiutalo a coltivare i suoi talenti, sostienilo e incoraggialo. Meglio un cantante mediocre o un eccellente ballerino?

Dott.ssa Desirè Roberto contatti

Se soffro, tienimi per mano…

coppia-anziani

 

Perchè quando soffriamo cerchiamo la vicinanza fisica e il contatto di qualcuno?

Oggi parliamo dell’importanza del contatto umano. Ho scelto quest’immagine che ritrae una coppia di anziani che si tengono per mano, come per rassicurasi. Questa foto carica di tenerezza ha commosso il web (e anche me), per questo la condivido con voi!

I bambini sono più propensi al contatto, in generale molti adulti amano il contatto alcuni invece lo evitano (le radici di questo rifiuto sono sicuramente da ricercare nella storia di vita della persona).

In generale, quando stringiamo la mano di una persona cara che sta soffrendo, sincronizziamo il nostro respiro, il battito cardiaco e le onde cerebrali. In studi effettuati su campioni di coppie, si è notato che quando una persona è in una condizione di forte sofferenza si interrompe la sincronizzazione mentre  il contatto fisico, (prendersi per mano), la ripristina.

Dunque il contatto fisico permette di sincronizzarsi, permette il sentirsi compresi e ciò riduce il dolore.

Dott.ssa Desirè Roberto

Le ferite del passato, quali conseguenze?

teddy-242851_960_720

Oggi parliamo di ferite emotive, cicatrici invisibili che influenzano ciò che diventeremo da adulti. Si parla spesso di traumi infantili, vi siete mai chiesti perchè l’infanzia è così importante? Le basi di ciò che saremo risiedono nella nostra infanzia, le ferite in questo periodo di vita, hanno un forte impatto sulla personalità ed influenzeranno i nostri comportamenti e atteggiamenti relazionali futuri.

Le ferite emotive sono diverse da quelle fisiche, sono invisibili e proprio questo a volte non ci rendiamo conto che un nostro malessere può essere conseguenza di una ferita del passato. Alcune ferite guariscono da sole, altre lasciano invece segni profondi e ad ogni nostro momento di sconforto o di fragilità possono riattivarsi, richiamando la ferita del passato.

Quali sono le ferite emotive più frequenti? Quali conseguenze?

Abbandono: quando il bambino vive una separazione precoce, un lutto familiare (non adeguatamente affrontato/motivato al bambino) o l‘assenza prolungata dalle figure genitoriali. Il bambino tende a darsi la colpa per l’assenza delle persone a lui care e potrebbe sperimentare la costante paura di essere abbandonato. Crescendo, questa paura può mutare in attaccamento estremo verso amici e partner (dipendenza affettiva).

-Rifiuto: è un atteggiamento dei genitori che fa sentire il bambino indesiderato, vengono utilizzate frasi di disprezzo nei suoi confronti o si rimpiange la sua nascita. Le persone che sono state rifiutate da bambini tendono ad essere ipersensibili e a diventare aspri e ostili. Sono talmente convinti di non essere desiderati che tendono a percepire come un’offesa anche una normale discussione.

-Promesse non mantenute: spesso i genitori fanno promesse che non mantengono (“Es. se fai i compiti, mamma ti porta dal tuo amichetto”… “Ti prometto che sabato sarò con te”). Le promesse non mantenute con il tempo diventano mancanza di fiducia, il bambino non si fiderà più degli altri, crescerà pensando di non potersi fidare di nessuno e questo potrebbe portarlo ad una chiusura verso gli altri e ad avere difficoltà a chiedere aiuto.

-Violenza: se il bambino ha vissuto in un ambiente violento, con maggiore probabilità rispetto ad altri tenderà ad utilizzare la violenza da adulto. Ha imparato che per gestire i conflitti o per affermare il proprio pensieri bisogna utilizzare la violenza.

-Paura: spesso i genitori non comprendono le paure dei bambini e “ci giocano” alimentando l’insicurezza e il terrore (“Se non mangi chiamo il lupo cattivo..” “Se non dormi chiamo la strega mangia-bambini”). I bambini hanno bisogno di rassicurazioni, di sentirsi protetti dai propri genitori per poter sviluppare pian piano una propria sicurezza interiore. Quando ciò non avviene rischiano di diventare adulti insicuri, ansiosi e incapaci di affrontare cambiamenti.

Come curare le proprie ferite emotive?

Non possiamo cancellare il nostro passato ma possiamo provare a trasformarlo. Individuare la propria ferita emotiva è un passo molto importante, implica acquisire consapevolezza e rielaborare un vecchio dolore. In questo percorso è essenziale la figura di un terapeuta che permetta di rielaborare un vecchio dolore e scardinare vecchie convinzioni disfunzionali conseguenti alla ferita avuta.

 

Leggi anche:Elaborare un trauma

Dott.ssa Desirè Roberto

Contatti

Buona festa della mamma

 

 

Se sei interessato all’argomento, leggi anche i seguenti articoli:  LACRIME SILENZIOSE DI UNA NEOMAMMA e La gravidanza modifica il cervello.

Buona festa della mamma a tutte!

Dott.ssa Desirè Roberto

Contatti

7 CONSIGLI PER SUPERARE LA FINE DI UN AMORE

Pensavi di aver trovato finalmente la persona adatta a te, idealizzavi un futuro insieme e in cuor tuo pensavi di aver trovato la persona che ti completasse. Un giorno, questo sogno finisce e al suo posto si sostituisce un vero incubo: ti senti solo, non capito, amareggiato, frustrato, senza speranza né futuro e ti chiedi: com’è potuto succedere? Dove hai sbagliato? Così passi in rassegna la tua storia per capire dove e come hai sbagliato, ti colpevolizzi e stai ancora peggio, cerchi di contattarla ma ti rifiuta e allora i sensi di colpa aumentano, decidi così di non farti sentire per vedere la sua reazione e per testare se anche lei sente la tua mancanza. Lei non ti cerca e tu senti il tuo cuore esplodere, sei triste, tutto sembra essere privo di significato.

Oggi voglio darti qualche suggerimento per affrontare al meglio la fine di un amore, i grandi amori non si dimenticano improvvisamente e non c’è un rimedio che ti permetterà di stare improvvisamente bene, il dolore ci insegna sempre qualcosa anche se al momento non ce ne rendiamo conto.

1. ALLONTANATI DAI SOCIAL: non ti rassegni e il pensiero che il tuo lui o la tua lei stia bene anche senza te o peggio ancora, sia in compagnia di qualcun altro ti logora dentro e con una bella dose di sadismo spii la tua ex. Controlli gli accessi su WhatsApp, cerchi di capire perché era collegata questa notte (si è svegliata e voleva contattarti? Sta male? E’ uscita con qualcuno ed è rientrata tardi? Perché non dormiva a quell’ora?). Questo non fa altro che farti stare peggio e continua a mantenerti dipendente alla relazione, ti mantiene ancorato a lei.

2. EVITA DI PARLARNE SEMPRE: nei primi momenti è importante poter condividere la propria sofferenza con qualcuno (famiglia e amici) ma continuare a ripetere ai tuoi amici che stai male, che non puoi vivere senza di lei, non fa altro che aumentare la sofferenza. Non fai altro che ripetere a te stesso che senza di lei non stai bene, che gli amici non sono abbastanza. Se all’inizio parlarne ti dà sollievo, con il tempo ha l’effetto contrario: ingigantisce il problema e dopo un po’ anche i tuoi amici saranno annoiati.

3. SCRIVI I TUOI PENSIERI: ti sembrerà contraddittorio, perché non devo parlare ma devo scrivere? Scrivere ha una funzione diversa, favorisce l’elaborazione e la riflessione, aiuta a porti degli interrogativi e allevia la tua sofferenza. Scrivi usando carta e penna e non rileggere ciò che scrivi. Fai una piccola prova per una settima, quando sei triste, quando vorresti sfogarti: scrivi! Se ti risulta difficile, fai finta di scrivere una lettera in cui spieghi come ti senti.

4. CERCA SITUAZIONI ALLEGRE: so che non sei dell’umore adatto e vuoi stare in casa a contemplare il tuo dolore, non senti di essere “di compagnia” in questo momento. Sforzati di cercare situazioni allegre, esci, frequenta gli amici e cerca di ridere. Quando ridi produci endorfine e ti sentirai meglio, ti renderai conto che si può vivere e divertirsi anche senza quella persona.

5. DEDICA DEL TEMPO PER TE STESSO: cosa ti piace fare ma hai tralasciato? Riprendi ciò che avevi abbandonato! Ti piace la fotografia? Esci e cerca scorci da fotografare! Ti piace cucinare? Prepara una bella cena e invita i tuoi amici a casa!

6. NON AVERE FRETTA: non possiamo fuggire dalla sofferenza. Concediti del tempo per elaborare quanto è accaduto, accetta di soffrire e non vederlo per forza come qualcosa di sbagliato. Hai amato una persona ed elaborare una perdita richiede un po’ di tempo.

7. NON PRIVARTI DI CONOSCERE NUOVE PERSONE: sento dire spesso “non voglio più conoscere nessuno! Non voglio più soffrire!”. La sofferenza fa parte della vita, pensi che restare solo a lungo, non ti farebbe ugualmente soffrire? Apriti a nuove conoscenze, non restare a guardare la porta che si è appena chiusa, scoprirai molto di te e conoscere altra gente ti arricchirà.

Caro lettore, spero che questi consigli ti siano stati d’aiuto. Nelle nostre relazioni entrano in gioco tante dinamiche che hanno a che fare con la nostra storia di vita (la nostra infanzia, la nostra adolescenza, le esperienze vissute). Per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi, puoi farlo attraverso la sezione “Contatti”.

A presto.

Dott.ssa Desirè Roberto

-psicologa- Contatti

1° Maggio

1C906741-5B92-4812-A60D-1A864A0897E8

 

Buona festa dei lavoratori! Non importa se quest’anno hai perso il lavoro e oggi senti che in questo 1 maggio non ci sia niente da festeggiare. Se stai lottando per ricominciare, stai lavorando ugualmente, lavori con te stesso combattendo contro frustrazioni e desideri. Lavori quando cammini per strada e ti fermi a chiedere lavoro ovunque vi sia bisogno. Lavori quando sorridi alla tua famiglia, ai tuoi figli e nascondi il tuo dolore e la tua frustrazione facendo finta che vada tutto bene. Stai lavorando ugualmente anche se è un lavoro diverso, più faticoso e difficile da comprendere per chi non lo vive. Non demordere, continua a lottare.

Dott.ssa Desirè Roberto

Contatti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: