Inizia da qui!

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Iniziare un nuovo cammino

Ogni Nuovo inizio spaventa, la cosa più difficile del cambiamento è iniziare a pianificarlo…far spazio a nuove alternative nella nostra mente. Niente è impossibile. Forza, oggi è un nuovo giorno per riprendere il cammino o per cambiare rotta.

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Dott.ssa Desirè Roberto

Psicologa- Contatti

 

 

“Le paure che non affronti diventeranno i tuoi limiti” (R. Sharma )

 

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Affrontare i nostri “giganti” richiede coraggio

e forza d’animo, ricorda però che NULLA E’ IMPOSSIBILE!

Pensieri di una neo-mamma


Il pendolo della maternità

Ci sono giorni fatti di sorrisi e di pianti, di dolori e tenere conquiste. Questa è la maternità!
Alcuni giorni Vorresti solo piangere e farlo nel silenzio del tuo cuore, perché non tutti capiranno il tuo sfogo, alcuni ti diranno “che cosa ti aspettavi?” e contribuiranno ad alimentare la tua chiusura verso il mondo. Ci saranno giorni in cui ti sentirai stravolta da notti insonni e seni doloranti. Ci saranno giorni che sorriderai perché finalmente qualcuno ti ha permesso di stare 10 minuti sotto la doccia, quei 10 minuti sono tuoi, ti sembreranno la conquista più bella del mondo e così capirai che il tuo tempo non è più il tuo, non sarà facile abituarsi a questo. Ci saranno giorni che vorresti sguardi benevoli e non giudicanti, alcuni giorni ti sentirai un po’ sottosopra come la tua casa e vorresti che nessuno notasse la polvere riflessa sul tavolo di vetro, i vestiti accumulati da stirare e i tuoi capelli spettinati. Alcuni giorni vorresti che nessuno suonasse al campanello, sono le ore 12 e ancora non sei riuscita a vestirti. Ci saranno giorni che ti sentirai la donna più benedetta del mondo e stringendo il tuo dono ringrazierai Dio. Ci saranno giorni che sentirai uno strappo al cuore perché il tuo bimbo piangerà per il suo primo vaccino e vorresti sottrarlo da qualsiasi dolore. Ci saranno giorni che resterai in silenzio quando qualcuno ti darà tante “istruzioni” per crescere tuo figlio ma, dentro te urlerai. Ti darà fastidio quando, nei primi giorni dopo il parto, in un momento fortemente simbiotico con il tuo piccolo, ognuno ti prenderà il bambino e lo vedrai passare di braccia in braccia, vedrai il bambino piangere e nessuno ascoltare la tua richiesta di riconsegnarlo alla propria mamma. Ti sentirai nessuno e ti chiederai il perché. Ci saranno giorni che il tuo cuore si riempirà di gioia per un sorriso di tuo figlio e sparirà ogni dolore. Ci saranno giorni in cui ti chiederai come sono le altre mamme. Ci saranno giorni che rimpiangerai la tua vita passata e ti sentirai in colpa per averlo solo pensato. Ci saranno notti che stringerai il tuo bambino e il suo calore ti avvolgerà di dolce amore…
Cresceremo insieme, intanto grazie Alison perché hai scelto proprio me come tua mamma ❤️

Desirè Roberto

Mamma e sviluppo infantile

via Mamma e sviluppo infantile

Mamma e sviluppo infantile

1 Maggio: grazie!

Grazie a te che rientri a casa con le mani sporche e che a volte nascondi perché “quello sporco non va mai via”. Grazie a te che a volte sei così stanco e vorresti solo piangere. Grazie a te che stai facendo di tutto per portare un piatto caldo sulla tua tavola. Grazie a te che, mentre rattoppi nuovamente il tuo pantalone, ridi di cuore pensando a tuo figlio felice per aver avuto il regalo che tanto desiderava. Grazie per le tue notti insonni, grazie per le pause pranzo mancate, per le ingiustizie ingoiate in silenzio. Grazie perché, anche se non è il lavoro che avresti voluto, ringrazi comunque Dio perché ne hai uno. Grazie a te che, nonostante sia difficile NON TI ARRENDI!
Oggi un grazie a tutti coloro che lottano ogni giorno perché, tornare a casa e vedere il sorriso di una moglie, di un marito o di un figlio è il vero regalo!!
Buon primo maggio a tutti 😘

Dott.ssa Desiré Roberto

Pensieri di una bambina appena nata. 8 marzo 2020

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“Non vedevo l’ora di conoscerti cara mamma, questi mesi ho sentito sempre il tuo cuore battere insieme al mio, ho sentito la dolcezza della tua voce e il calore delle tue mani, quando teneramente le appoggiavi sulla tua pancia. Non ci conosciamo ma è come se già sapessi tutto di te, so ad esempio che ami le cose dolci, me ne facevi assaggiare sempre una grande quantità! Oggi sono venuta al mondo, è stato un viaggio difficile sia per me che per te, il tuo corpo è stato stravolto dal mio arrivo e io ho dovuto fare i conti con un ambiente del tutto diverso a quello a cui sono abituata. La luce mi infastidisce un po’, ho freddo, nella tua pancia ero protetta e al caldo ma sono felice perché finalmente potrò conoscere te e papà. La cosa però più difficile di tutte è stata quella di scoprire di non essere gradita, papà mi ha definito una disgrazia, sono state molto dure le sue parole: “Una femmina! Non c’è peggior disgrazia!”, non ha voluto neanche guardarmi mentre io avevo preparato per lui un bel sorriso. Sono rimasta male e so cara mamma che tu per questo stai soffrendo più di me, sento le tue lacrime scorrere giù, bagnano anche me in questo momento. Piangi perchè Ti senti in colpa ma, non è colpa tua! Piangi perché sai cosa mi spetterà subire in quanto donna. Piangi perché non puoi ribellarti, piangi perché le tue parole devono rimanere nella tua bocca e non hanno valore. Piangi perché dopo tanto dolore vorresti un abbraccio e non un rifiuto. Ti prometto che Resteremo insieme cara mamma e tu mi insegnerai a vivere, anche se l’essere nata donna per alcuni è una disgrazia, io so che per te sono un miracolo!”

 

Essere nata dalla parte “giusta” del mondo non è un merito ma solo fortuna, un pensiero va a tutte quelle donne che non hanno libertà, né di scelta né di parola. Un pensiero ed un ringraziamento a chi ha lottato e ha sofferto affinchè noi fossimo libere, libere di pensare, esprimerci, lavorare. Un incoraggiamento a chi, in altre parti del mondo, sta lottando affinchè questo avvenga.

8 MARZO per non dimenticare!

Dott.ssa Desirè Roberto

 

“Non voglio andare a scuola!”

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Cari lettori, condivido con voi (in forma del tutto anonima), una richiesta di aiuto di una mamma. Condivido in modo tale che chiunque si trovi nella stessa situazione possa avere un confronto.

“Salve Dottoressa, la scuola è iniziata da poco e mia figlia non vuole più andarci. Non so come comportarmi e cosa fare! Mia figlia ha iniziato quest’anno la prima media, era entusiasta i primi giorni ma ora sembra un calvario, ha iniziato lamentando malesseri fisici, ora la mattina fa capricci, ha crisi di rabbia e alla fine finiamo per urlare entrambe. Io a volte la porto con la forza davanti scuola e lei non mi parla per l’intera giornata, altre volte la faccio restare a casa, non so come dovrei comportarmi? Non ha mai avuto problemi scolastici, anzi è stata sempre molto brava e ho paura di sbagliare. ”

Gentile signora, immagino quanta tensione ci sia in questo momento in casa! La domanda che lei mi pone necessita di numerosi approfondimenti, per poter capire bene cosa stia realmente accadendo. Il problema da lei riportato è molto generico. Sua figlia frequenta il primo anno di scuola media, dunque presumo abbia cambiato i suoi compagni di classe, questo potrebbe essere un fattore da valutare (come si relaziona con il gruppo classe? La ragazza evita altri contesti sociali di aggregazione: palestra, danza, oratorio etc? Teme i luoghi in cui è esposto a giudizio e critica? Qual è il clima scolastico vissuto dalla ragazza? La ragazza riporta episodi spiacevoli avvenuti in ambiente scolastico? Qual è il rapporto con i docenti? In passato non ha mai presentato nessun malessere legato all’ambiente scolastico? Vi sono eventi familiari significativi avvenuti nell’ultimo anno?).

I motivi che spingono un bambino o un adolescente a non frequentare la scuola possono essere molteplici, è necessario prima di tutto capire cosa stia accadendo, cercando di instaurare un dialogo  e un rapporto di fiducia con sua figlia e secondariamente agire per affrontare al meglio la situazione. A volte, alcuni comportamenti messi in atto dai genitori, in modo del tutto benevolo, potrebbero alimentare il problema piuttosto che arginarlo. Come si comporta quando la ragazza dice di non voler andare a scuola? Potremmo trovarci di fronte ad una fobia scolastica ma, ogni valutazione in questo momento sarebbe azzardata e non corretta, è necessario, come ampiamente descritto in precedenza, effettuare adeguati approfondimenti.

Dopo queste doverose premesse, vorrei parlarle brevemente della FOBIA SCOLASTICA e di come si presenta. La possiamo definire come un blocco ad andare e rimanere a scuola, accompagnata da preoccupazione, umore depresso e ansia. L’assenza da scuola non è legata a svogliatezza e disinteresse scolastico, al contrario, spesso sono bambini/adolescenti molto studiosi e volenterosi che trascorrono intere giornate a studiare. I sintomi di rifiuto scolare si presentano di solito in modo graduale, solitamente insorgono dopo un periodo di assenza da scuola, ad esempio dopo una malattia o dopo una lunga assenza per festività (tipico dopo le vacanze natalizie).

Il mio consiglio è di non pensare che sua figlia faccia capricci inutili ma di essere comprensiva nei suoi confronti e parlare con lei, ascoltando i suoi vissuti, le sue paure e le sue ragioni. Non aver timore di mostrare la sua preoccupazione e di cercare insieme l’aiuto di un esperto che possa aiutare entrambe a superare questo momento di difficoltà. I motivi che potrebbero sottendere il rifiuto scolastico possono essere davvero molteplici e intervenire tempestivamente è sicuramente il modo migliore di affrontare e superare il problema. Uno psicoterapeuta, oltre a valutare e analizzare la situazione in modo approfondito e quindi ad andare al cuore del problema, lavorerà sia con la ragazza (su eventuali blocchi, ansie etc), sia con voi genitori.

Spero di aver risposto alla sua domanda.

Dott.ssa Desirè Roberto

Psicologa-Psicoterapeuta Contatti

5 Maggio 2019

LOC. 5 MAGGIO

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