Sta emergendo un nuovo tipo di disordine alimentare che vede le persone ossessionate dall’alimentazione sana ,si definisce Ortoressia e indica l’ossessione psicologica per il mangiare sano. Il termine è stato coniato da Steven Bratman nel 1997 e deriva dalla parola greca “Orthos” (giusto) e “Orexis” (appetito).
Secondo i dati pervenuti dal Ministero Italiano della Salute per i disturbi alimentari, in Italia le persone affette da ortoressia sono circa 300 mila in Italia con una prevalenza maggiore tra gli uomini piuttosto che tra le donne. 1 (Donini e coll. 2004).
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L’ Ortoressia presenta le seguenti caratteristiche:
- Pensiero ossessivo riguardo al cibo: la persona può trascorrere più ore al giorno (2-3) a pensare a quali cibi scegliere e come prepararli;
- Pianificazione dei pasti per evitare i cibi ritenuti dannosi (ricchi di zucchero/sale o contenenti pesticidi residui, conservanti di vario genere);
- Impiego di una grande quantità di tempo nella ricerca e nell’acquisto degli ali;menti a scapito di altre attività, fino a coltivare in prima persona verdure e ortaggi
- Preparazione del cibo secondo procedure particolari (es cottura particolare, scelta di determinati ingredienti a discapito di altri);
- Insoddisfazione affettiva e isolamento sociale causati dalla persistente preoccupazione legata al mantenimento di regole alimentari autoimposte.2 (Brytek-Matera, 2012).
Chi soffre di ortoressia ha facili crolli emotivi dovuti anche ad una piccola variazione del programma alimentare autoimposto: sensi di colpa, rabbia e umore depresso, fino a somatizzazioni di disturbi fisici (indigestioni, nausea, vomito). Nel tempo la patologia può diventare molto invalidante dal punto di vista sociale: difficoltà nell’accettare un invito a cena, attenzione alla qualità del cibo, al tipo di cottura etc.
Cura
Curare l’ortoressia non è semplice in quanto le persone che ne soffrono negano il problema e la necessità di cura enfatizzando la necessità del mangiare sano.
Ricordiamo che tutti i comportamenti che ci limitano nella vita sociale, lavorativa e affettiva dovrebbero portarci ad una domanda, ovvero se sia normale o patologico la messa in atto di un dato comportamento.
Bibliografia
1.Donini, L.M., Marsili, D., Graziani, M.P., Imbriale, M., e Cannella, C. (2004). Orthorexia nervosa: A preliminary study with a proposal for diagnosis and an attempt to measure the dimension of the phenomenon. Eating and weight disorders, 9, 151–157
2 Brytek-Matera, A. (2012). Orthorexia nervosa-An eating disorder, obsessive- compulsive disorder or disturbed eating habit? Archives of Psychiatry and Psychotherapy, 4(1), 55-60
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