7 frasi che un genitore non dovrebbe dire ad un figlio

Caro genitore, so quanto sei impegnato nella cura del tuo nido, quanta dedizione e sacrifici per i tuoi piccoli! Vorresti solo il meglio per loro e per il loro futuro.

Nessuno ci insegna come essere genitore e nessuno ci indica, come comunicare efficacemente con i nostri bambini, questo ci porta inconsapevolmente a commettere degli errori.

Un’antica massima orientale dice: semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere, semina un carattere e raccoglierai un destino.

Quando comunichiamo al nostro piccolo, stiamo seminando pensieri, idee e sentimenti. Senza rendercene conto i bambini come “spugne” assorbono tutto.

Allora, quali sono le affermazioni che un genitore non dovrebbe mai dire al proprio figlio?

  1. “Non ti sopporto più!”

In alcuni momenti, la nostra pazienza è messa a dura prova, soprattutto quando ai capricci del bambino si associano giornate particolarmente stressanti, dovute a problemi lavorativi, familiari e stanchezza. Questo tipo di affermazione però, mortifica il bambino e la sua autostima, facendolo sentire non degno di amore e protezione.

2. “Se fai così, non ti voglio più bene!”

Questo è un ricatto morale! I nostri figli devono sapere di essere amati sempre, mamma e papà possono dire di essere arrabbiati per una determinata azione ma non che smettono di amare. L’amore non si baratta! Il bambino non dovrebbe mai mettere in dubbio l’amore di un genitore. Il rischio è che i bambini, crescendo, diventino adulti insicuri, bisognosi di rassicurazioni costanti sull’amore altrui e dominati dalla sensazione di dover “conquistare” l’amore dell’altro, comportandosi in modo compiacente e dimesso.

3. “Chiamo il lupo cattivo!” o  “Non andare in quella stanza, c’è il lupo!”

Quante volte ho sentito dire queste frasi ai bambini! Pensi che sia giusto che un genitore incuta terrore nel figlio? Serve davvero una figura che spaventi il bambino per inibire un comportamento che ritieni errato?

I bambini devono fare i conti con tante paure nel corso del loro sviluppo e queste, hanno a che fare soprattutto con il distacco dalle figure di accudimento. Quando sono lontani da chi se ne prende cura, si sentono altamente vulnerabili, insinuare in loro la paura di qualcosa di brutto e cattivo, non fa altro che alimentare le loro ansie. Correre dai propri genitori quando si è spaventati è molto rassicurante ma se sono proprio loro a creare il terrore?

4. “Non sei capace/ Non ci riuscirai mai!”

Non inibire l’autonomia di tuo figlio. I bambini hanno bisogno di sentirsi all’altezza delle situazioni, di mettersi alla prova, di sperimentare le proprie capacità. Il consiglio è quello di lasciarlo fare, intervenendo solo qualora sia il bambino stesso a chiedere il nostro aiuto.

5. “Vedi? Tuo fratello è più bravo di te!”

Essere paragonati ad altri è sempre spiacevole, confonde i bambini e li fa sentire inadeguati. Ogni persona è unica e ha delle caratteristiche peculiari. I genitori spesso pensano che il confronto, possa essere un’incitazione a fare meglio ma, non è così!

6. “Sei nato per sbaglio!” o “Sei un errore”

Quante volte ho sentito adulti dirmi “mi hanno sempre detto che sono stato un errore”. Penso che sia la cosa peggiore che si possa dire ad un bambino, immaginate come possa sentirsi? Gli effetti di un’affermazione del genere sono devastanti per l’autostima. Sapere di non essere gradito, accettato, voluto, desiderato, genera sentimenti di angoscia, indesiderabilità e inutilità, con effetti devastanti sul benessere psicologico del futuro adulto.

7. “Sei un buono a nulla”

Se un genitore trasmette al figlio, l’idea di non credere nelle sue potenzialità/capacità, chi lo farà? La costruzione dell’autostima parte dalla nostra famiglia. Quante volte sei “caduto” ma ti sei rialzato, perché qualcuno ha creduto in te? Quando vedi tuo figlio scoraggiato, trasmetti forza e non debolezza, fiducia e non sconforto. Quando in figlio sente che c’è qualcuno che crede in lui, acquista nuove forze e vive le sconfitte come una lezione e non come un fallimento da cui non poter ripartire.

Caro genitore, hai un ruolo molto importante nella costruzione dell’autostima e dell’identità di tuo figlio. Se hai letto quest’articolo è perchè ti stai mettendo in gioco e questa è un’ottima occasione per riflettere sul tuo modo di parlare.

Sei hai domande non esitare a contattarmi all’indirizzo mail psichedr@gmail.com

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Dott.ssa Desirè Roberto

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