“Come sei ingrassata!”

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Quando incontri una persona che non vedi da tempo, non guardare per prima cosa la pancia o le gambe, non farle notare che è ingrassata, piuttosto  sposta la tua attenzione ai suoi occhi e chiediti che cosa le sta succedendo. Nota se c’è  tristezza in quello sguardo. I motivi che ci spingono al cambiamento sono tanti e vari, il cibo è una delle cose in cui le persone amano rifugiarsi tutte le volte che non si sentono comprese, sono in ansia per un problema o arrabbiati per una situazione. Tutte le volte in cui vorrebbero piangere ma mangiano, vorrebbero urlare ma mangiano, si sentono sole e mangiano. Mangiano e ingrassano, più ingrassano e più si sentono frustrate e questa frustrazione non fa altro che peggiorare la situazione perché spesso smettono di uscire per evitare sguardi indiscreti, temono di essere invitate ad una festa perché non sanno più cosa indossare e non si sentirebbero al loro agio.

Le persone lo sanno di essere ingrassate, farglielo notare non fa altro che peggiorare il loro stato emotivo. Guarda oltre l’involucro, punta al cuore!

Non ti omologare, tutti guardano la superficie ma punta all’essenza!

Dott.ssa Desiré Roberto

SENZA SAPERLO MANGIAMO COSE TOSSICHE!

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Cari lettori, condivido con voi uno studio pubblicato dall’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) il quale mostra la tossicità dell’acrilammide.

Cos’è l’acrilammide?

E’ un composto chimico che si forma solitamente nei cibi amidacei (cibi ricchi di amido) quando vengono cotti al forno, fritti o arrostiti ad alte temperature (120-150°C).

Quando zuccheri e aminoacidi naturalmente presenti nei cibi amidacei vengono scaldati, si combinano dando luogo a sostanze che conferiscono nuovi sapori e aromi. Ciò provoca anche l’imbrunimento del cibo e produce acrilammide.

Test di laboratorio hanno mostrato che l’acrilammide presente nella dieta provoca il cancro negli animali ma gli scienziati ritengono che questo può interessare anche l’uomo.

Dov’è presente l’acrilammide?

  • Patatine
  • Patate fritte a bastoncino
  • Pane fresco e croccante
  • Fette biscottare
  • Torte

Cosa fare?

Eliminare gli alimenti amidacei cotti dalle nostre tavole è impossibile ma possiamo cercare di ridurne la quantità attraverso una cottura più attenta: per gli alimenti fritti attenersi ai tempi e modalità di cottura consigliati (mangiare cibi appena dorati e non bruciacchiati), non aspettare che il pane tostato  diventi bruno ma che sia dorato e non conservare le patate in frigo (aumentano gli zuccheri e anche acrilammide durante la cottura) si consiglia di tenerle in un luogo asciutto a riparo dalla luce.

Dott.ssa Desirè Roberto

Bibliografia
EFSA “Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare”