Sono senza emozioni

Se avessimo la capacità di guardare oltre
l’apparenza, se avessimo il dono straordinario di riuscire a vedere il cuore delle persone, sicuramente vedremmo molti “vuoti interiori”.

A volte il dolore è così intenso, forte, intollerabile, che il nostro sistema nervoso “spegne le emozioni”.
A quel punto, potresti sentirti vuoto e insensibile per il gran parte del tuo tempo. Potresti avere crisi improvvise di pianto o rabbia.

Il più delle volte, potresti desiderare la solitudine, piuttosto che la compagnia. Però,
nell’intima sofferenza, separato da tutti, il tuo dolore non fa altro che aumentare.

Se ti senti proprio cosi, vuol dire che qualcosa ha scosso la tua vita, a tal punto da aver perso la bussola. Non vergognarti. Non sei un debole. Non essere severo con te stesso…

Siediti, respira, accetta che in alcuni momenti della vita è normale soffrire. Si può cadere e ci si può rialzare.

Si può chiedere aiuto.
Si può cambiare.
Si può imparare a pensare in modo diverso.

Puoi aver cura di te e questo è il primo passo di amore verso te stesso.

Dott.ssa Desiré Roberto

“attacchi di fame”? Ecco cosa li scatena!

 

“Mangiavo senza rendermene conto, mangiavo senza avere realmente fame eppure sembrava che il mio stomaco non si riempisse mai e continuavo ancora a mangiare.” (Maria,40 anni)

Quante volte ti succede di avere degli improvvisi “attacchi di fame” e ti accorgi che non è fame quello che provi? Inizi a seguire un regime alimentare ma dopo aver raggiunto i primi risultati crolli nuovamente? La parola “dieta” e “bilancia” di creano rabbia? Perchè?

Cibo ed emozioni spesso sono strettamente connessi, soprattutto nei momenti di stress infatti, in condizioni di stress ripetuto, vi è un aumento del cortisolo e questo a sua volta può stimolare l’appetito. Quando siamo in una condizione di stress, tensione/ansia o angoscia, possiamo mettere in atto comportamenti finalizzati alla gratificazione e alla gestione delle emozioni, alle quali, attribuiamo un valore negativo o che sentiamo essere ingestibili in quel momento. Dopo aver mangiando, in particolar modo i dolci, si ha un sensazione di immediato benessere (aumento della serotonina e dopamina a livello cerebrale) a cui seguono spesso emozioni quali: sensi di colpa, vergogna e frustrazione per aver mangiato in modo incontrollato. Il senso di colpa e la frustrazione generano a loro volta in bisogno impellente di gratificazione e il circuito si ripete, iniziando nuovamente a mangiare. Una spirale di emozioni e cibo.

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Cosa fare allora?

Prendere consapevolezza della proprie emozioni e imparare a gestirle in modo funzionale al proprio benessere, è il primo passo per rompere il circolo vizioso emozioni-cibo.

Come fare? Potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo, spesso il problema non è nella dieta troppo ristretta, non è la mancanza di volontà o l’eccessiva golosità. Il problema potrebbe essere altrove, in situazioni che sentite di non riuscire a gestire. La vostra mente è “carica” di negatività e cerca qualcosa che momentaneamente crei benessere.

Di fronte a numerose difficoltà della vita abbiamo spesso una “coazione a ripetere”, ovvero, tendiamo a rimettere in atto lo stesso schema/comportamento per affrontare una situazione, anche se questo non è funzionale. Le soluzioni più familiari o le nostre abitudini ci sembrano le uniche soluzioni possibili ma cosa possiamo fare di diverso dal solito? Come prendere consapevolezza delle nostre emozioni e gestirle in modo funzionale.

Dott.ssa Desirè Roberto