Le ferite del passato, quali conseguenze?

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Oggi parliamo di ferite emotive, cicatrici invisibili che influenzano ciò che diventeremo da adulti. Si parla spesso di traumi infantili, vi siete mai chiesti perchè l’infanzia è così importante? Le basi di ciò che saremo risiedono nella nostra infanzia, le ferite in questo periodo di vita, hanno un forte impatto sulla personalità ed influenzeranno i nostri comportamenti e atteggiamenti relazionali futuri.

Le ferite emotive sono diverse da quelle fisiche, sono invisibili e proprio questo a volte non ci rendiamo conto che un nostro malessere può essere conseguenza di una ferita del passato. Alcune ferite guariscono da sole, altre lasciano invece segni profondi e ad ogni nostro momento di sconforto o di fragilità possono riattivarsi, richiamando la ferita del passato.

Quali sono le ferite emotive più frequenti? Quali conseguenze?

Abbandono: quando il bambino vive una separazione precoce, un lutto familiare (non adeguatamente affrontato/motivato al bambino) o l‘assenza prolungata dalle figure genitoriali. Il bambino tende a darsi la colpa per l’assenza delle persone a lui care e potrebbe sperimentare la costante paura di essere abbandonato. Crescendo, questa paura può mutare in attaccamento estremo verso amici e partner (dipendenza affettiva).

-Rifiuto: è un atteggiamento dei genitori che fa sentire il bambino indesiderato, vengono utilizzate frasi di disprezzo nei suoi confronti o si rimpiange la sua nascita. Le persone che sono state rifiutate da bambini tendono ad essere ipersensibili e a diventare aspri e ostili. Sono talmente convinti di non essere desiderati che tendono a percepire come un’offesa anche una normale discussione.

-Promesse non mantenute: spesso i genitori fanno promesse che non mantengono (“Es. se fai i compiti, mamma ti porta dal tuo amichetto”… “Ti prometto che sabato sarò con te”). Le promesse non mantenute con il tempo diventano mancanza di fiducia, il bambino non si fiderà più degli altri, crescerà pensando di non potersi fidare di nessuno e questo potrebbe portarlo ad una chiusura verso gli altri e ad avere difficoltà a chiedere aiuto.

-Violenza: se il bambino ha vissuto in un ambiente violento, con maggiore probabilità rispetto ad altri tenderà ad utilizzare la violenza da adulto. Ha imparato che per gestire i conflitti o per affermare il proprio pensieri bisogna utilizzare la violenza.

-Paura: spesso i genitori non comprendono le paure dei bambini e “ci giocano” alimentando l’insicurezza e il terrore (“Se non mangi chiamo il lupo cattivo..” “Se non dormi chiamo la strega mangia-bambini”). I bambini hanno bisogno di rassicurazioni, di sentirsi protetti dai propri genitori per poter sviluppare pian piano una propria sicurezza interiore. Quando ciò non avviene rischiano di diventare adulti insicuri, ansiosi e incapaci di affrontare cambiamenti.

Come curare le proprie ferite emotive?

Non possiamo cancellare il nostro passato ma possiamo provare a trasformarlo. Individuare la propria ferita emotiva è un passo molto importante, implica acquisire consapevolezza e rielaborare un vecchio dolore. In questo percorso è essenziale la figura di un terapeuta che permetta di rielaborare un vecchio dolore e scardinare vecchie convinzioni disfunzionali conseguenti alla ferita avuta.

 

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Dott.ssa Desirè Roberto

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Elaborare un trauma

Trauma-Depression“Anche se siamo dei duri, i traumi lasciano sempre delle cicatrici, ci seguono anche a casa e cambiano la nostra vita. I traumi incasinano tutti, ma forse è proprio questo il punto: il dolore, la paura, le stronzate, forse subire questo ci permette di andare avanti di superare ogni cosa, forse tutti dobbiamo incasinarci un po’ prima di poter migliorare.”

Alex Karev, in Grey’s Anatomy

 

 

Traumi, le cicatrici invisibili che si intrecciano nella nostra vita!

Quando parliamo di eventi traumatici ci riferiamo ad eventi improvvisi, imprevedibili e incontrollabili che ci hanno segnato, turbato, scosso. Sono quegli eventi difficili da elaborare, in cui risulta emotivamente pesante anche pensarli, possono essere situazioni che ci hanno coinvolto in prima persona o che hanno coinvolto persone a noi care.

Il Trauma (DSM 5) è l’esposizione a morte reale o minaccia di morte, grave lesione, oppure violenza sessuale in uno o più dei seguenti modi:

-Fare esperienza diretta dell’evento traumatico;

-Assistere direttamente ad un evento traumatico accaduto ad altri;

-Venire a conoscenza di un evento traumatico accaduto a un membro della famiglia oppure ad un amico stretto.

-Fare esperienza di una ripetuta o estrema esposizione a dettagli crudi dell’evento traumatico.

Nelle persone gravemente traumatizzate, le reazioni di allarme tendono a cronicizzarsi e a riattivarsi di fronte a situazioni della vita quotidiane e quel trauma vissuto diventa un “marchio” che le accompagna. Dopo l’evento traumatico vi è un periodo di disagio in cui si sperimenta incredulità per l’accaduto, ansia, insonnia e irrequietezza. Queste reazioni solitamente tendono a scemare fino a sparire in quanto, la nostra mente è in grado di elaborare il vissuto traumatico. A volte, questa “normale elaborazione” non avviene e la sintomatologia post-traumatica persiste nel tempo. L’organismo resta in uno stato di iperattivazione e allarme, il ricordo dell’evento spiacevole rimane nella memoria e ai ricordi segue un grande malessere interiore. La risposta all’esperienza traumatica è, prima di tutto, emotivo-corporea. Nel caso di un trauma psicologico irrisolto si crea nel cervello un blocco neurobiologico, che impedisce l’elaborazione delle emozioni e delle sensazioni corporee le quali, permanendo nel cervello oltre la conclusione dell’esperienza, sono pronte a riattivarsi in situazioni simili a quella traumatica.  Ad esempio: una persona che ha assistito ad un terremoto potrebbe essere spaventata, terrorizzata e attivarsi, ogni volta che sente qualche suono intenso che in qualche modo ricorda l’esperienza traumatica.

 Come elaborare un trauma?

Quando una situazione traumatica non viene elaborata, il malessere diventa costante e può avere ripercussioni sulla vita della persona, dunque è opportuno rivolgersi ad un esperto e intraprendere un percorso psicoterapeutico che faciliti l’elaborazione del trauma fino alla scomparsa dei sintomi d’ansia. Per l’elaborazione del trauma si è rivelato particolarmente utile l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), tecnica specifica che si è dimostrata efficace per elaborare il trauma psicologico in tempi brevi e impedire che questo determini conseguenze psicologiche.  La tecnica viene utilizzata da psicoterapeuti adeguatamente formati per far elaborare il trauma psicologico e ridurre la sofferenza legata al ricordo traumatico.

Dott.ssa Desirè Roberto

Specializzata in I e II livello nella tecnica EMDR.

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