smartphone ai bambini: impatto negativo sullo sviluppo di competenze linguistiche e relazionali

Capita spesso che i bambini piangono e dopo un’intensa giornata di impegni e stress, i genitori vorrebbero solo un po’ di relax e silenzio. Soprattutto a fine giornata si hanno poche energie per fronteggiare il pianto di un bambino e una risorsa efficace, quando niente sembra riuscire a calmarli, è ricorrere ai nostri tablet e smartphone e i bambini si calmano come d’incanto affascinati da questi oggetti.
Quale effetto possono avere sul loro sviluppo emotivo?
I ricercatori statunitense Boston University School of Medicine sostengono che i bambini hanno bisogno di trovare il modo di auto- regolare i loro sentimenti, va dato il tempo di calmarsi da soli e non “coprirli” con distrazioni.
“Se questi dispositivi diventano il metodo predominante per calmare e distrarre i bambini, essi saranno in grado di sviluppare i propri meccanismi interni di autoregolamentazione?”
L’utilizzo nei primi anni di vita l’utilizzo, di tablet e smartphone o, le ore trascorse davanti al televisore hanno un impatto negativo sullo sviluppo di competenze linguistiche e relazionali. In questa tappa della vita (al di sotto dei 2 anni) il bambino dovrebbe essere impegnato nell’interazione con l’adulto, con i coetanei, dovrebbe impiegare il tempo “esplorando” e utilizzando il gioco non strutturato.
Radesky sostiene che l’utilizzo di tali oggetti, può interferire con la capacità del bambino di “educarsi” “all’empatia e di acquisire competenze sociali e di problem solving oltre a poter sostituire attività pratiche importanti per lo sviluppo di competenze sensomotorie e visuomotorie “.
- L’uso dei tablet dovrebbe essere bandito?
Dipende dall’età dal bambino, al di sotto dei due anni potrebbe essere dannoso per lo sviluppo sociale ed emotivo, invece, risulta un valido aiuto per i bambini più grandi (età prescolare), ad esempio per le applicazioni per imparare a leggere e per la comprensione della lettura.
Come fare quando il bambino piange? Semplice! Comportarsi come quando smatphone e tablet non esistevano quindi spazio alla fantasia…
Voi che state leggendo, cosa ne pensate?
Dott.ssa Desirè Roberto
Bibliografia
Jenny S. Radesky, Jayna Schumacher, Barry Zuckerman.(December 2014) “Mobile and Interactive Media Use by Young Children: The Good, the Bad, and the Unknown.” Pediatrics vol. 135
Perché gli uomini non ascoltano le donne?
“Ehi, mi stai ascoltando?”
Mi rivolgo alle donne, quante volte avete litigato con il vostro partner facendogli questa domanda? Quante volte, dopo una lunga conversazione vi rendete conto che solo il 10% di quello che avete detto è stato recepito?
La scienza spiega PERCHE’ gli uomini non ascoltano le donne ma, questo non deve diventare un alibi!
Michael Hunter dell’Università di Sheffield (UK), ha individuato cause biologiche che porterebbero l’uomo a perdere l’attenzione quando una donna gli parla.
L’uomo e la donna, elaborano i suoni vocali in modo diverso. L’uomo elabora la voce femminile come se stesse ascoltando una melodia/musica (attivando l’area uditiva nel cervello), per tale motivo gli uomini devono “lavorare” di più per decifrare quello che le donne stanno dicendo. Però non hanno problemi a sentire un altro uomo in quanto la voce maschile sollecita l’attivazione di un’area cerebrale più piccola, nella parte posteriore del cervello che, permette una veloce decifratura.
Le donne, a differenza degli uomini, emettono suoni con frequenze diverse e più complesse, a causa della diversa forma delle corde vocali e della laringe.
Dunque, non vi arrabbiate troppo ma siate tolleranti.
Dott.ssa Desirè Roberto
Dilraj S. Sokhi, Michael D. Hunter, Iain D. Wilkinson and Peter W.R. Woodruff, “Male and female voices activate distinct regions in the male brain“, NeuroImage 27(3) 572-578, 2005.

