Auguro a tutti voi un buon inizio. Non sperare che il nuovo anno sia migliore, potresti esserne deluso. Spera piuttosto di affrontarlo nel migliore dei modi, di essere la parte migliore di te!
Senti anche tu il vuoto dentro?
– Come ti senti?
– VUOTO!
Il vero vuoto è dentro noi! Cerchiamo di riempire la nostra vita di tutto ciò che serve per affrontare il “viaggio“, una corsa affannosa verso mete evanescenti. In questo correre incalzante e frenetico spesso dimentichiamo i compagni di viaggio e proseguiamo soli. Dimentichiamo di fare delle soste, di assaporare la bellezza di un paesaggio, le grida di un bambino, lo sguardo di un anziano, il sapore di una carezza, il tepore dei raggi del sole, il profumo dei fiori, il canto di un uccello… La valigia è piena di cose inutili ma siamo convinti che lí dentro vi è la felicità. Una valigia piena e un cuore vuoto… Fermiamoci un attimo, posiamo la valigia e iniziamo a vivere davvero! Trascorri del tempo con chi ami, fermati assapora la vita, vivi davvero. Buona giornata a tutti ☺️
Dott.ssa Desirè Roberto
Cosa doni a chi ti ama?
Una donna mi ha raccontato di aver preparato due torte, una era venuta benissimo ed era molto bella, l’altra invece, era poco cotta e molto brutta. Quando doveva decorarle, ha prestato molta attenzione a quella venuta bene e con gli avanzi ha ricoperto quella venuta male. -“Quella brutta la porterò a mia madre, quella bella invece, la porterò ai colleghi di lavoro.”
Spesso facciamo così in tante piccole cose quotidiane, diamo la parte migliore di noi a persone “estranee” alla nostra vita, lasciamo invece gli avanzi o il peggio di noi a chi realmente ci ama, ci comprende e si preoccupa per noi. Diamo per scontato l’amore e la comprensione dell’altro e smettiamo di alimentare i sentimenti, di far sentire l’altro amato, smettiamo di dargli la parte migliore di noi. Giustifichiamo le nostre mancanze con la loro comprensione. Non pensiamo mai che, chi ci ama, potrebbe stancarsi degli avanzi e allontanarsi.
RICORDA: Chi ti ama non merita i tuoi avanzi. Custodisci i tuoi affetti. Se questa storia ti ha fatto riflettere, lascia internet, lascia telefono e tv, concedi del tempo ai tuoi figli, a tua moglie/marito, ai tuoi genitori. Una telefonata, una visita, una gentilezza, un’attenzione, un “ti voglio bene”. Riempi la tua giornata di ricchezza. ❤️
Un caro saluto a tutti.
Dott.ssa Desirè Roberto
Le ferite del passato, quali conseguenze?

Oggi parliamo di ferite emotive, cicatrici invisibili che influenzano ciò che diventeremo da adulti. Si parla spesso di traumi infantili, vi siete mai chiesti perchè l’infanzia è così importante? Le basi di ciò che saremo risiedono nella nostra infanzia, le ferite in questo periodo di vita, hanno un forte impatto sulla personalità ed influenzeranno i nostri comportamenti e atteggiamenti relazionali futuri.
Le ferite emotive sono diverse da quelle fisiche, sono invisibili e proprio questo a volte non ci rendiamo conto che un nostro malessere può essere conseguenza di una ferita del passato. Alcune ferite guariscono da sole, altre lasciano invece segni profondi e ad ogni nostro momento di sconforto o di fragilità possono riattivarsi, richiamando la ferita del passato.
Quali sono le ferite emotive più frequenti? Quali conseguenze?
–Abbandono: quando il bambino vive una separazione precoce, un lutto familiare (non adeguatamente affrontato/motivato al bambino) o l‘assenza prolungata dalle figure genitoriali. Il bambino tende a darsi la colpa per l’assenza delle persone a lui care e potrebbe sperimentare la costante paura di essere abbandonato. Crescendo, questa paura può mutare in attaccamento estremo verso amici e partner (dipendenza affettiva).
-Rifiuto: è un atteggiamento dei genitori che fa sentire il bambino indesiderato, vengono utilizzate frasi di disprezzo nei suoi confronti o si rimpiange la sua nascita. Le persone che sono state rifiutate da bambini tendono ad essere ipersensibili e a diventare aspri e ostili. Sono talmente convinti di non essere desiderati che tendono a percepire come un’offesa anche una normale discussione.
-Promesse non mantenute: spesso i genitori fanno promesse che non mantengono (“Es. se fai i compiti, mamma ti porta dal tuo amichetto”… “Ti prometto che sabato sarò con te”). Le promesse non mantenute con il tempo diventano mancanza di fiducia, il bambino non si fiderà più degli altri, crescerà pensando di non potersi fidare di nessuno e questo potrebbe portarlo ad una chiusura verso gli altri e ad avere difficoltà a chiedere aiuto.
-Violenza: se il bambino ha vissuto in un ambiente violento, con maggiore probabilità rispetto ad altri tenderà ad utilizzare la violenza da adulto. Ha imparato che per gestire i conflitti o per affermare il proprio pensieri bisogna utilizzare la violenza.
-Paura: spesso i genitori non comprendono le paure dei bambini e “ci giocano” alimentando l’insicurezza e il terrore (“Se non mangi chiamo il lupo cattivo..” “Se non dormi chiamo la strega mangia-bambini”). I bambini hanno bisogno di rassicurazioni, di sentirsi protetti dai propri genitori per poter sviluppare pian piano una propria sicurezza interiore. Quando ciò non avviene rischiano di diventare adulti insicuri, ansiosi e incapaci di affrontare cambiamenti.
Come curare le proprie ferite emotive?
Non possiamo cancellare il nostro passato ma possiamo provare a trasformarlo. Individuare la propria ferita emotiva è un passo molto importante, implica acquisire consapevolezza e rielaborare un vecchio dolore. In questo percorso è essenziale la figura di un terapeuta che permetta di rielaborare un vecchio dolore e scardinare vecchie convinzioni disfunzionali conseguenti alla ferita avuta.
Leggi anche:Elaborare un trauma
Dott.ssa Desirè Roberto
7 CONSIGLI PER SUPERARE LA FINE DI UN AMORE
Pensavi di aver trovato finalmente la persona adatta a te, idealizzavi un futuro insieme e in cuor tuo pensavi di aver trovato la persona che ti completasse. Un giorno, questo sogno finisce e al suo posto si sostituisce un vero incubo: ti senti solo, non capito, amareggiato, frustrato, senza speranza né futuro e ti chiedi: com’è potuto succedere? Dove hai sbagliato? Così passi in rassegna la tua storia per capire dove e come hai sbagliato, ti colpevolizzi e stai ancora peggio, cerchi di contattarla ma ti rifiuta e allora i sensi di colpa aumentano, decidi così di non farti sentire per vedere la sua reazione e per testare se anche lei sente la tua mancanza. Lei non ti cerca e tu senti il tuo cuore esplodere, sei triste, tutto sembra essere privo di significato.
Oggi voglio darti qualche suggerimento per affrontare al meglio la fine di un amore, i grandi amori non si dimenticano improvvisamente e non c’è un rimedio che ti permetterà di stare improvvisamente bene, il dolore ci insegna sempre qualcosa anche se al momento non ce ne rendiamo conto.
1. ALLONTANATI DAI SOCIAL: non ti rassegni e il pensiero che il tuo lui o la tua lei stia bene anche senza te o peggio ancora, sia in compagnia di qualcun altro ti logora dentro e con una bella dose di sadismo spii la tua ex. Controlli gli accessi su WhatsApp, cerchi di capire perché era collegata questa notte (si è svegliata e voleva contattarti? Sta male? E’ uscita con qualcuno ed è rientrata tardi? Perché non dormiva a quell’ora?). Questo non fa altro che farti stare peggio e continua a mantenerti dipendente alla relazione, ti mantiene ancorato a lei.
2. EVITA DI PARLARNE SEMPRE: nei primi momenti è importante poter condividere la propria sofferenza con qualcuno (famiglia e amici) ma continuare a ripetere ai tuoi amici che stai male, che non puoi vivere senza di lei, non fa altro che aumentare la sofferenza. Non fai altro che ripetere a te stesso che senza di lei non stai bene, che gli amici non sono abbastanza. Se all’inizio parlarne ti dà sollievo, con il tempo ha l’effetto contrario: ingigantisce il problema e dopo un po’ anche i tuoi amici saranno annoiati.
3. SCRIVI I TUOI PENSIERI: ti sembrerà contraddittorio, perché non devo parlare ma devo scrivere? Scrivere ha una funzione diversa, favorisce l’elaborazione e la riflessione, aiuta a porti degli interrogativi e allevia la tua sofferenza. Scrivi usando carta e penna e non rileggere ciò che scrivi. Fai una piccola prova per una settima, quando sei triste, quando vorresti sfogarti: scrivi! Se ti risulta difficile, fai finta di scrivere una lettera in cui spieghi come ti senti.
4. CERCA SITUAZIONI ALLEGRE: so che non sei dell’umore adatto e vuoi stare in casa a contemplare il tuo dolore, non senti di essere “di compagnia” in questo momento. Sforzati di cercare situazioni allegre, esci, frequenta gli amici e cerca di ridere. Quando ridi produci endorfine e ti sentirai meglio, ti renderai conto che si può vivere e divertirsi anche senza quella persona.
5. DEDICA DEL TEMPO PER TE STESSO: cosa ti piace fare ma hai tralasciato? Riprendi ciò che avevi abbandonato! Ti piace la fotografia? Esci e cerca scorci da fotografare! Ti piace cucinare? Prepara una bella cena e invita i tuoi amici a casa!
6. NON AVERE FRETTA: non possiamo fuggire dalla sofferenza. Concediti del tempo per elaborare quanto è accaduto, accetta di soffrire e non vederlo per forza come qualcosa di sbagliato. Hai amato una persona ed elaborare una perdita richiede un po’ di tempo.
7. NON PRIVARTI DI CONOSCERE NUOVE PERSONE: sento dire spesso “non voglio più conoscere nessuno! Non voglio più soffrire!”. La sofferenza fa parte della vita, pensi che restare solo a lungo, non ti farebbe ugualmente soffrire? Apriti a nuove conoscenze, non restare a guardare la porta che si è appena chiusa, scoprirai molto di te e conoscere altra gente ti arricchirà.
Caro lettore, spero che questi consigli ti siano stati d’aiuto. Nelle nostre relazioni entrano in gioco tante dinamiche che hanno a che fare con la nostra storia di vita (la nostra infanzia, la nostra adolescenza, le esperienze vissute). Per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi, puoi farlo attraverso la sezione “Contatti”.
A presto.
Dott.ssa Desirè Roberto
-psicologa- Contatti
1° Maggio

Buona festa dei lavoratori! Non importa se quest’anno hai perso il lavoro e oggi senti che in questo 1 maggio non ci sia niente da festeggiare. Se stai lottando per ricominciare, stai lavorando ugualmente, lavori con te stesso combattendo contro frustrazioni e desideri. Lavori quando cammini per strada e ti fermi a chiedere lavoro ovunque vi sia bisogno. Lavori quando sorridi alla tua famiglia, ai tuoi figli e nascondi il tuo dolore e la tua frustrazione facendo finta che vada tutto bene. Stai lavorando ugualmente anche se è un lavoro diverso, più faticoso e difficile da comprendere per chi non lo vive. Non demordere, continua a lottare.
Dott.ssa Desirè Roberto
Il profumo del partner ha un effetto antistress!

Ebbene…ora è dimostrato scientificamente: Il profumo del partner ha un effetto antistress!
Lo conferma uno studio realizzato dalla University of British Columbia ed è stato pubblicato ad inizio 2018 sul Journal of Personality and Social Psychology.
I ricercatori hanno reclutato 96 coppie. Agli uomini è stata data una maglietta da utilizzare per 24 ore, con l’indicazione di non mettere profumi; in quella giornata non hanno potuto né fumare né mangiare alcuni alimenti (che avrebbero potuto influenzare l’odore della pelle). Le t-shirt sono state poi congelate per preservare l’odore fino alla seconda fase dello studio.
Alle 96 donne è stato chiesto di annusare le magliette. Le magliette assegnate potevano essere state indossate dal proprio partner, da un altro uomo oppure potevano non essere state indossate, ma loro non erano a conoscenza di chi le avesse indossate. Subito dopo, ognuna è stata esposta ad un evento impegnativo (un finto colloquio di lavoro, un compito di matematica).
Lo studio ha dimostrato che le donne che avevano annusato il profumo del partner avevano il livello di cortisolo (ormone dello stress) molto ridotto. Al contrario, se le donne erano state esposte all’odore di uno sconosciuto, riportavano elevati livelli di cortisolo e di stress.
Gli autori della ricerca hanno dichiarato di aver scelto le donne come “annusatrici” perché tendono ad avere un senso dell’olfatto migliore degli uomini.
Gli effetti del potere calmante di un odore familiare sono già noti nell’infanzia. I neonati ad esempio amano l’odore della mamma e si calmano non appena lo sentono.
Dott.ssa Desirè Roberto
Bibliografia
Hofer, M. K., Collins, H. K., Whillans, A. V., & Chen, F. S. (2018). Olfactory Cues From Romantic Partners and Strangers Influence Women’s Responses to Stress. Journal of Personality and Social Psychology, 114(1), 1-9.
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2018/02/profumo-partner-stress/
Ho visto prigioni…
Ho visto prigioni tremende, intricati labirinti con sbarre resistenti. La cosa più strana è che ogni prigioniero conosceva l’uscita e aveva la chiave, la paura li teneva fermi.
Le prigioni più grandi sono dentro di noi… guarda la tua chiave, osserva l’uscita.
(Dott.ssa Desirè Roberto)
Vita…

LE COLICHE DEL NEONATO

Le coliche infantili caratterizzano il 10% dei neonati, solitamente iniziano dalla seconda settimana di età, raggiungendo un picco verso la sesta settimana.
Quando si può ipotizzare che il bambino soffra di coliche?
Il dottor Wessel ha definito la cosiddetta ‘regola del 3’: “…si tratta di coliche se ci troviamo davanti a un lattante sano, ben nutrito, che piange più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni alla settimana, e per più di 3 settimane di seguito”. Il consiglio è di avvalersi sempre del parere di un pediatra.
Le coliche hanno sintomi e caratterizzate precise:
- pianto improvviso eccessivo ed incontrollato (secondo la regola del 3);
- il bambino stringe i pugni e flette le gambe sull’addome e appare inconsolabile.
- Tra una crisi e l’altra può calmarsi e addormentarsi.
Le cause dell’insorgenza delle coliche non sono ancora chiare, si ipotizza possano dipendere da più fattori come: intolleranze alimentari, disturbi gastrointestinali, eccessiva presenza di gas nelle anse intestinali, dinamica della peristalsi (produzione maggiore di un ormone chiamato motilina che sembra sia la causa di contrazioni intestinali più intense), inappropriato rapporto tra genitori e neonato ed immaturità del Sistema Nervoso Centrale.
Il massaggio infantile per dare sollievo in caso di coliche
Il massaggio quotidiano dell’addome può essere di grande aiuto in particolare quando le coliche del bambino sono collegate ad un’immaturità intestinale. Il massaggio non deve essere effettuato durante la colica, ma in un momento della giornata in cui il piccolo non piange ed è tranquillo e senza tensioni. I benefici delle stimolazioni tattili e pressorie del massaggio infantile in caso di coliche, sono molteplici, oltre a stimolare la maturazione della funzionalità delle fibre nervose responsabili dei movimenti intestinali, dà al piccolo piacevoli sensazioni di rilassamento.
Se sei interessato al massaggio infantile e i suoi benefici leggi anche:
I benefici del massaggio infantile
Il massaggio infantile stimola lo sviluppo cerebrale!
Come si svolge il corso di massaggio infantile?
Se sei un genitore e sei interessato a partecipare ad un’esperienza unica di profondo con-tatto con il tuo piccolo, non esitare a contattarmi! Mensilmente si organizzano corsi per genitori con bambini dai 0-9 mesi.
Dott.ssa Desirè Roberto
Uomo e donna: 6 differenze cerebrali!

La donna non capirà mai il mistero che si cela nel correre dietro una palla da calcio, così l’uomo non capirà mai perchè le donne vanno in bagno in coppia e ci restano per ore!
Uomo e donna, come Marte e Venere, due pianeti che cercano di comunicare e spesso usano modi e linguaggi incomprensibile per l’altro alieno, da ciò nascono i litigi. Vi sembrerà strano ma siamo diversi, abbiamo un cervello strutturato diversamente e per questo spesso non ci capiamo, la scienza conferma!
Quali differenze?
- VOLUME CEREBRALE. Il volume cerebrale diversamente sviluppato: quello femminile ha l’11% in più di neuroni rispetto a quello maschile nelle aree del linguaggio e dell’ascolto. Presenta zone collegate alle emozioni e alla memoria, situate nell’ippocampo, più grandi che negli uomini, e ha meno circuiti neuronali nell’amigdala, zona del cervello in cui si attivano le risposte di fronte al pericolo o si generano i comportamenti aggressivi.
- FUNZIONAMENTO DEI CIRCUITI NERVOSI: più rigido nell’uomo (le connessioni corrono lungo lo stesso emisfero) mentre è più plastico nella donna (le connessioni sono anche trasversali).
- SCHEMI COMPORTAMENTALI: l’uomo possiede un cervello che segue schemi basati più sulla razionalità, infatti gli uomini solitamente eccellono nelle attività motorie e sono più capaci nell’analisi spaziale e nell’orientamento. Nella donna il funzionamento cerebrale è maggiormente di tipo intuitivo. Tutto questo riflette la capacità multitasking (fare più cose insieme) delle donne, la maggiore empatia e le migliori abilità sociali.
- VALORI: l’uomo ricerca potere, competenza, risultati e successo, predilige l’AUTONOMIA, la donna ricerca comunicazione, rapporti interpersonali, predilige la CONDIVISIONE.
- GESTIONE DELLO STRESS: l’uomo ricerca la solitudine e momenti di svago (tv, videogiochi, letture, sport), la donna ricerca la condivisione, parlare del proprio malessere.
- LINGUAGGIO: l’uomo non ama molto parlare soprattutto di sé, usa il linguaggio quando è necessario ed esprime letteralmente ciò che pensa. La donna per esprimere ciò che pensa utilizza superlativi, metafore, spesso ciò che dice è allusorio.
Capire le differenze del nostro partner è fondamentale, ci permette di comprenderlo e dunque amarlo. Quando un uomo è stressato ama trascorrere del tempo in solitudine, nel tentativo di risolvere un problema o di accantonarlo.
L’uomo non ama essere aiutato per questo i consigli (se non cercati) non sono ben accetti.La donna ama parlare di sé, ama comunicare i suoi stati d’animo e spesso non cerca nell’altro la risoluzione ai propri problemi ma solo l’ascolto empatico.
Quando non si conoscono tali differenze si rischia di sbagliare e da questo nascono molte incomprensioni e liti.
Tanto diversi, è vero, ma come faremmo senza il nostro compagno a ricordare quale strada intraprendere per tornare a casa? Come farebbe lui a trovare i calzini che sono nel cassetto (davanti ai suoi occhi)? Tanto DIVERSI ma COMPLEMENTARI!
Leggi anche: Perché gli uomini non ascoltano le donne?
Desirè Roberto
RICOMINCIO DA ME!
Lo abbiamo capito già da bambini, la vita è dura e spesso si cade, quante volte siamo caduti prima di iniziare a camminare? Abbiamo provato fin quando non ci siamo riusciti! Ora, se sei caduto nuovamente, non dimenticare quanto sei stato forte senza che te ne rendessi conto!
Togliti la “polvere” di dosso e rialzati, manda via i pensieri negativi che si attaccano alla pelle, ai vestiti, al cuore, riprendi il cammino dove si era interrotto. Da bambini avevamo capito che con un sorriso è tutto meno faticoso però con il tempo lo abbiamo dimenticato. RIALZATI, RICOMINCIA E SORRIDI!
Dott.ssa Desirè Roberto
I benefici del massaggio infantile

“Congiungi il tuo cuore a quello del tuo bambino.
Toccalo usando le mani, gli occhi e il cuore.
Lascialo interagire con il mondo che vive e respira”
(Vimala McClure)
Il neonato ama farsi massaggiare fin dai primi giorni di vita, in molte culture è un aspetto fondamentale della cura del neonato. Molte ricerche scientifiche dimostrano l’importanza del contatto per il bambino, fondamentale non solo per l’aspetto relazionale ma anche per il suo sviluppo psico-fisico.
Il tatto è il primo senso a svilupparsi, già nel grembo materno (tra la 6°-9° settimana di gestazione) e per questo è molto sensibile. Il con-tatto è per tale motivo uno strumento di comunicazione molto importante nella relazione genitori-bambino.
I benefici sono molteplici:
- promuove il legame madre-bambino/padre-bambino;
- aiuta lo sviluppo delle capacità prelinguistiche di comunicazione;
- favorisce il bonding (legame/attaccamento);
- attivazione di tutti e 5 i sensi;
- aiuta a regolarizzare i ritmi del sonno;
- aiuta a sviluppare la capacità di autoregolazione;
- normalizzazione del tono muscolare;
- riduzione degli ormoni dello stress e maggiori livelli di ormoni del rilassamento;
- minore iperattività;
- minore ipersensibilità;
- può aiutare in caso di: coliche, gas intestinale. crampi gastrontestinali, fastidi della dentizione, tensione muscolare.
- migliora le capacità di apprendimento;
- migliora lo sviluppo muscolare e il tono;
- favorisce lo sviluppo dei sistemi: circolatorio, respiratorio, digerente, ormonale, immunitario, linfatico, nervoso e vestibolare (equilibrio);
- promuove la connessione neuronale (accelera la crescita della guaina mielinica);
- permette l’integrazione sensoriale.
Concedetevi un’esperienza unica di intima condivisione con il vostro bambino, sarete direttamente voi a massaggiare il vostro piccolo regalandovi un momento speciale tutto per voi!
Il massaggio non è una tecnica da apprendere ma piuttosto un’esperienza tramandata da generazioni, questi momenti di condivisione vi permetteranno di scoprire il LINGUAGGIO SEGRETO del vostro bambino, entrando in contatto con i suo bisogni e le sue richieste.
Leggi anche Come si svolge il corso di massaggio infantile?
Il massaggio infantile stimola lo sviluppo cerebrale!
Dott.ssa Desirè Roberto
Depressione…

Sei bella così!

“La cellulite è una malattia”, questo è il messaggio che passano in TV, così ci sentiamo malati anche quando non lo siamo. Bene care donne: la cellulite non è una malattia ma non lo sono neanche le smagliature o un po’ di pancetta o fianchi. Spesso Curiamo il nostro corpo perché l’apparenza vale più dell’essenza e non importa se hai il vuoto dentro e la tristezza dilaga nella tua vita, camuffare tutto sotto un bel velo di trucco e un fisico “perfetto” ti fa sentire adatta, non devi essere adatta per gli altri ma per te stessa! Tu sei tu e sei bella così. Siamo tutti IMPERFETTI e lo saremo sempre perché siamo umani ed è per questa diversità che siamo AUTENTICI e MERAVIGLIOSI ❤️ TU VALI E SEI BELLA COSÌ…RICORDALO SEMPRE!
Dott.ssa Desiré Roberto
Inizia da qui!

29 Marzo 2017
GIORNATA PREVENTIVA DI SENSIBILIZZAZIONE SUL BULLISMO.

Emozioni in viso!

Il nostro corpo parla, il nostro viso riflette ciò che stiamo vivendo
5 Consigli per chi soffre di Attacchi di Panico

La maggior parte dei miei pazienti lamenta Disturbi d’Ansia.
Cosa significa soffrire di un Disturbo d’Ansia? Immaginate di dover sostenere un esame difficile, avete paura, vi tremano le gambe, vi sudano le mani, avertite la bocca secca, dovete andare in bagno, vi batte forte il cuore e la vostra mente non riesce ad essere “lucida”.
Ecco, questo è lo stato semi-permanente delle persone che soffrono d’ansia. L’esempio è un pò estremo ma grossolanamente succede questo, il nostro “sistema di allarme” è sempre attivo o si attiva in determinate situazioni apparentemente innocue. Vivere in questo modo è davvero pesante.
Spesso all’ansia costante si accompagnano Attacchi di Panico ovvero, l’insorgenza improvvisa dei sintomi sotto elencati:
- oppressione o fastidio al petto;
- tachicardia
- sensazione di soffocamento;
- respiro corto o sensazione di asfissia o iperventilazione
- sensazioni di sbandamento, instabilità e svenimento
- paura di morire;
- sensazioni di torpore o di formicolio;
- paura di impazzire o di perdere il controllo;
- sudore diffuso;
- sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente;
- vampate o brividi
Gli attacchi si verificano all’improvviso come un fulmine a ciel sereno, durano pochi minuti e sono accompagnati dalla sensazione di poter morire, di perdere il controllo o di impazzire.
Se queste caratteristiche ti sono familiari e non sai come affrontarle, oggi ti offro alcuni consigli:
- Sappi che DURERA’ POCO: l’attacco, come già affermato, dura pochi minuti e come è venuto rapidamente altrettanto rapidamente se ne andrà.
- Sappi che NON STAI MORENDO, NE’ PUOI MORIRE PER UN ATTACCO DI PANICO. Anche se le sensazioni sono terribili, ti sembra di impazzire e sei convinto che in quegli attimi infiniti potresti morire, ricorda a te stesso che è ANSIA.
- IMPARA A RESPIRARE IN MODO LENTO E REGOLARE.
- .GLI ATTACCHI DI PANICO SONO SOLO UN SINTOMO, sono la punta dell’iceberg di una sofferenza interiore ben più grande di cui siamo spesso poco coscienti.
- Dagli attacchi di panico SI PUO’ GUARIRE!
L’ansia condiziona negativamente la tua vita, il tuo benessere psico-fisico, le tue relazioni, la tua serenità. Non subirla passivamente! Contatta uno psicoterapeuta, è importante che intervenga subito, non aspettare che cronicizzi e condizioni tutta la tua vita. Pensi spesso che non hai bisogno di nessuno e come hai superato tante difficoltà nella vita, riuscirai a superare anche questa. Forse è proprio questo che ti ha fatto “crollare”, i problemi non vanno accantonati, vanno affrontati, ciò che non superi prima o poi torna “a galla” e il tuo corpo e la tua mente ne pagano le conseguenze. Sii fiducioso, si può guarire.
Dott.ssa Desirè Roberto Contatti
8 MARZO 2017
L’incontro NON è riservato solo ad un pubblico femminile ma è aperto a tutti.
Quali sono gli argomenti che affronteremo?
- Uomo e donna, così simili, così diversi!
- Rapporto di coppia: conoscere l’altro per capirsi meglio.

CONSULENZA GRATUITA 8 MARZO 2017
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, in un’ottica di PREVENZIONE PSICOLOGICA, si offre CONSULENZA GRATUITA (su prenotazione) per tutte le DONNE.
Per info e prenotazione: Contatti

“…Siamo così
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì” (F. Mannoia)
Donne: un mondo velato da mille sfaccettature.
Donne dedite alla casa, alla cura dei figli, al benessere del loro nido, donne mogli, mamme, amiche, donne in carriera. Donne apparentemente instancabili, donne che donano sorrisi e che spesso nascondono il proprio dolore dietro un flebile sorriso.
Donna questo spazio è per te!
PERCHE’ LA DIETA NON FUNZIONA?
Laura (38 anni): “Ho seguito una dieta per 5 mesi perdendo 10kg, un risultato davvero soddisfacente. Il problema è che ora sono bloccata, non riesco a continuare anzi, ho ripreso a mangiare in modo…
Sorgente: PERCHE’ LA DIETA NON FUNZIONA?
I segreti del SUCCESSO
TI SEI MAI CHIESTO
QUAL E’ LA “CHIAVE” DEL SUCCESSO NELLA VITA?

Un giovane indiano passeggiava solo nella foresta. Trovò un uovo di aquila. Credendo che si trattasse di un uovo di gallina selvatica, lo mise in un nido di gallina selvatica.
L’uccellino crebbe circondato da galline. Si mise a camminare come una gallina, a chiocciare come una gallina, a beccare come una gallina.
Un bel giorno di primavera, il giovane uccello vide una cosa magnifica: era un grandissimo uccello che s’innalzava volteggiando nell’aria, con grande eleganza. “Che uccello è?”, chiese la piccola aquila cresciuta fra le galline selvatiche. “È un’aquila, il più bello fra tutti gli uccelli!”. La piccola aquila fantasticava su quanto sarebbe stato magnifico riuscire a volare con così tanta grazia; ma siccome pensava che non avrebbe mai potuto essere un’aquila, il giovane uccello dimenticò velocemente il suo sogno.
Visse tutta la sua vita e morì credendo di essere una gallina selvatica”.
(FIABA TRADIZIONALE DEGLI INDIANI D’AMERICA)
Spesso sei come questa piccola aquila: hai potenzialità non sfruttate, doni, talenti che potrebbero permetterti di realizzarti e raggiungere ciò che sogni eppure resti lì, nel tuo nido ad osservare gli altri volare. Vivi una vita che non ti soddisfa perchè pensi di non poter fare di più.
Cosa manca? AUTOSTIMA! Caro lettore, per avere il coraggio di lanciarti e provare a prendere ciò che desideri nella tua vita c’è bisogno di autostima.
Perchè? Molte risposte a questa domanda sono da ricercare nel tuo “nido”. I genitori e il contesto in cui viviamo, hanno una particolare influenza sullo sviluppo della nostra autostima. Le persone che non hanno avuto modo di sviluppare una buona autostima nell’infanzia, solitamente, una volta diventate adulte, cercano qualcuno o qualcosa che gli dia costanti rassicurazioni sulle proprie capacità e sul proprio valore personale.
Se non abbiamo sviluppato una buona autostima nell’infanzia resteremo “galline” per sempre? NO, ASSOLUTAMENTE!
Prendere consapevolezza della propria bassa autostima è il primo passo per lavorarci. Richiede un costante lavoro su se stessi, con l’obiettivo di scardinare pensieri radicati nel tempo riguardanti il nostro scarso valore personale ma questo non è impossibile!
Dott.ssa Desirè Roberto
Iniziare un nuovo cammino
Ogni Nuovo inizio spaventa, la cosa più difficile del cambiamento è iniziare a pianificarlo…far spazio a nuove alternative nella nostra mente. Niente è impossibile. Forza, oggi è un nuovo giorno per riprendere il cammino o per cambiare rotta.

Dott.ssa Desirè Roberto
Psicologa- Contatti
Difficoltà con lo studio?

Cari genitori, quest’articolo è per voi, per voi che a casa impiegate tanto tempo a spiegare ai vostri bambini le singole lettere, per voi che vi sentite frustrati perchè il vostro bambino pur essendo “brillante” in tanti ambiti della vita non riesce a capire che le singole lettere “c-a-s-a” messe insieme, formano la parola “casa” e vi chiedete: perchè?
Spesso vi arrabbiate e incolpate il vostro piccolo di non essere abbastanza attento, di distrarsi troppo e a volte incorrete anche in punizioni, facendo leva sul fatto che il bambino mostra spiccate capacità cognitive in tanti contesti, ma le lettere non riesce proprio a digerirle!
Potrebbe essere una difficoltà transitoria o potremmo ipotizzare la presenza di un “Disturbo Specifico dell’Apprendimento”, chiariamo subito cos’è e come si manifesta. (Ti invito a leggere gli articoli nella sezione “Apprendimento”, ti offriranno numerose informazioni a riguardo ai “campanelli d’allarme” e sui miti da sfatare).
Con il termine Disturbo dell’Apprendimento (o DSA) ci si riferisce solo a deficit nelle abilità scolastiche che possono verificarsi in ragazzi per il resto normali (intelligenza nella norma/ assenza di problemi sensoriali).
Sono disturbi neurobiologici che riguardano SOLO determinate aree di apprendimento (LETTURA, SCRITTURA, CALCOLO) senza compromissioni dell’intelligenza generale. A differenza delle difficoltà di apprendimento, modificabili con interventi mirati, i disturbi dell’apprendimento, non dipendono da fattori esterni ma sono innati e resistenti all’automatizzazione, si manifestano come una compromissione della capacità di lettura, di scrittura e di calcolo.
DIAGNOSI
La diagnosi può essere posta dal mese di gennaio del secondo anno della scuola primaria per la compromissione delle abilità di lettura e di scrittura e alla fine della terza classe di scuola primaria per la compromissione delle abilità di calcolo.
La diagnosi è effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale (Reparto di Neuropsichiatria Infantile) effettuata sottoponendo il bambino a test mirati ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.
La scuola deve essere a conoscenza di tale diagnosi per poter operare le oppure misure dispensative (riguardano la dispensa da alcune prestazioni, ad esempio dalla lettura ad alta voce, prendere appunti, etc.) strumenti compensativi (sono strumenti che permettono di compensare la debolezza funzionale derivante dal disturbo).
TRATTAMENTO
Rivolgersi ad uno psicologo o ad altra figura che abbia specifica formazione nei Disturbi dell’Apprendimento per svolgere un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato in relazione alle difficoltà del bambino emerse nella valutazione.
Per ulteriori informazioni Contatti
Dott.ssa Desirè Roberto
BUON ANNO
2017
“Mamma e papà si separano”…E i figli?

Caro lettore, a fronte delle numerose richieste sul tema delle separazioni e bambini contesi, vi dedico qualche articolo sperando che possa essere utile a chi si trova ad affrontare una situazione simile. Vi ricordo inoltre che per qualsiasi chiarimento in merito potete contattarmi privatamente (SEZIONE “CONTATTI”).
L’argomento che di seguito affronteremo è MOLTO delicato, quando due genitori decidono di separarsi ne risente l’intero nucleo familiare e in particolar modo i figli.
Il modo in cui i figli reagiscono dipende da numerosi fattori: età del bambino, contesto familiare (nonni/zii/parenti), supporto sociale, personalità del minore ma in particolare ciò che influenza maggiormente è il modo in cui mamma e papa si comportano con i figli durante la separazione. (Emery e Forehand, 1994).
-Cosa dire ai bambini?
Capita spesso che i genitori decidano di non dare spiegazioni al bambino. Immaginate quanto possa essere destabilizzante per il bambino vedere papà o mamma che va e viene, dorme sul divano, sparisce per giorni, mamma/papà piange e non si sa il perché. I bambini sono degli attenti osservatori, captano che qualcosa non va, avvertono che qualcosa è cambiato e perché non renderli partecipi di ciò che sta accadendo nella loro famiglia? I bambini hanno bisogno di spiegazioni ed è importante che queste siano calibrate adeguatamente all’età del bambino.
-Non essere più moglie/marito ma continuare ad essere padre e madre-
Sembra scontato ma non lo è, spesso si rassicurano i bambini dicendo “mamma e papà saranno sempre gli stessi”, sappiamo tutti che non sarà esattamente la stessa cosa. Dedica del tempo a tuo figlio, cerca di essere presente nella sua vita, fagli sentire che ci sei e dimostralo. Succede spesso che i bambini di genitori separati si sentano abbandonati e questo può avere delle ripercussioni in età adulta. È molto importante che i genitori collaborino e agiscano insieme, mamma e papà sono entrambi responsabili del benessere psico-fisico del proprio bambino. Sarà sicuramente difficile all’inizio ma con il tempo dovrete imparare a dialogare per prendere delle scelte per il vostro bambino.
-I “ Ti voglio bene”
In un momento di forte crisi coniugale è difficile mettere da parte la rabbia verso il coniuge ed esprimere i propri sentimenti nei confronti dei figli. Fai sentire il tuo bambino amato, quando un figlio è piccolo non è in grado di comprendere chiaramente cosa stia accadendo alla propria famiglia e potrebbe attribuirsi la colpa della separazione dei genitori (“faccio sempre arrabbiare mamma e papà, forse è colpa mia se si lasciano”). I bambini hanno bisogno di sapere di essere amati, di essere stimati, di essere importanti per mamma e papà, devono sapere che non sono la causa della separazione dei genitori.
-Non coinvolgere tuo figlio nella tua battaglia
Questo è il nodo più amaro da ingoiare, è la cosa più difficile da fare. La rabbia prende il sopravvento e i figli diventano un mezzo per alimentare la battaglia legale e “distruggere” l’ex coniuge. Si parla male dell’altro genitore dando informazioni scorrette o parziali, cercando così di allontanare il figlio dall’altro (PAS”Sindrome di Alienazione Parentale”). Inoltre, tuo figlio non dovrebbe essere il tuo confidente. Essere chiari e spiegare cosa sta accadendo è diverso dal raccontare ai figli aneddoti privati ed intimi della coppia.
Sperando che questa riflessione sia stata utile, ti invito a seguire gli articoli che saranno pubblicati in questi giorni sempre su questo tema: “ Reazioni dei figli alla separazione”.
Dott.ssa Desirè Roberto
Chi è lo psicologo?
“Perché non provi ad andare da uno psicologo?” questa frase risuona alle nostre orecchie come una condanna più che come un consiglio, nasconde in sé le molte insidie delle credenze popolari oltre…
Sorgente: Chi è lo psicologo?
Perchè lo psicologo è diverso dall’amico?

“Perché non provi ad andare da uno psicologo?” questa frase risuona alle nostre orecchie come una condanna più che come un consiglio, nasconde in sé le molte insidie delle credenze popolari oltre a mettere in dubbio le nostre capacità personali.
Che idea abbiamo dello psicologo?
La credenza più comune è che lo psicologo sia il medico dei matti, molti affermano di aver paura di sentirsi guardati dentro, alcuni hanno paura di scoprire parti di sé buie e mostruose e altri ancora non accettano di poter parlare dei propri problemi perché “i panni sporchi si lavano in famiglia”. L’idea più comune è di avere davanti a sé una sorta di “santone” silenzioso, che annota su un foglio senza parlare o che ti consiglia come farebbe un amico (e per questo inutile).
Chi è davvero lo psicologo e cosa fa?
Bene, sarete meravigliati di sapere che nessuna delle affermazioni sopra citate è vera, lo psicologo non ti guarda dentro, non ti “denuda” della tua identità, non ti impone un modo di vedere o di pensare, non giudica e non consiglia, non prescrive farmaci, non scrive in silenzio assorto in un mondo magico, ti ascolta ma è ben diverso da un amico. Seppure l’amicizia è un valore sacro e fondamentale, lo Psicologo differisce dall’amico semplicemente perchè è un professionista della salute, utilizza strumenti specifici che gli consentono di individuare le possibili cause di una difficoltà e di mettere in atto possibili strategie che favoriscano il cambiamento.
A tutti è capitato nella vita di vivere momenti difficili e di sperimentare emozioni contrastanti: la voglia di fronteggiare una situazione e la paura di non farcela. Quante volte abbiamo detto “passerà!” e abbiamo permesso che il tempo ci logorasse dentro per paura di parlarne? Spesso siamo reticenti a parlare del nostro dolore, dei nostri pensieri, delle nostre preoccupazioni/paure perché pensiamo che si possano generare emozioni ingestibili. Così quell’emozione soffocata cresce dentro di noi, a questo dolore se ne aggiungono altri e il dolore cresce diventando un gigante che ci crea tormento. Una piccola paura può diventare una fobia, una fobia generare ansia, dall’ansia avere un umore depresso, un umore depresso generare un comportamento autolesivo e così via.
Cosa dico sempre ai miei pazienti? Togliere un sassolino oggi è molto semplice, togliere un macigno domani è molto più difficile e pesante.
Perchè lo psicologo è diverso da un amico?
Un amico sicuramente sarà di grande aiuto e può avere una spiccata sensibilità verso i tuoi problemi ma è diverso da uno psicologo. L’amico spesso è “inglobato” nel tuo problema, lo psicologo no, è uno spettatore esterno.
Il sostegno dato dallo psicologo va oltre il buon senso ma si avvale di tecniche precise. Lo psicologo per diventare tale ha una preparazione, ha condotto un percorso di studi (Laurea-tirocinio- master ecc) e mette in atto tecniche e strumenti per identificare il problema e aiutarti a trovare le risorse/strategie per affrontarlo. Lo psicologo ti permette di vedere da un’altra prospettiva che forse non avevi considerato.
Dott.ssa Desirè Roberto Contatti
Fame e sazietà? Questione di testa!

Distorsione cognitiva nei soggetti obesi
Numerose ricerche hanno dimostrato che nel soggetti obesi viene sottostimata la quantità di cibo da mangiare o ingurgitata. Uno studio condotto da Wansink approfondisce qual è il ruolo dell’informazione visiva sul consumo di cibo.
Ai partecipanti dell’esperimento è stato chiesto di mangiare della pasta al pomodoro posta in un piatto fondo e di mangiarne finché non fossero sazi. Il piatto, all’insaputa dei partecipanti aveva il fondo bucato e il ricercatore di nascosto continuava ad introdurre pasta attraverso un tubicino.
Da quest’esperimento è emerso che i soggetti obesi mangiavano fin quando era l’esaminatore a decidere di non mettere altra pasta nel cibo mentre, i soggetti normopeso terminavano di mangiare non appena avvertivano di essere sazi.
Fame e sazietà? Spesso una questione di testa, quanto riusciamo a sentire di essere sazi?
Dott.ssa Desirè Roberto
Bibliografia
Brian Wansink1, James E. Painter, Jill North (2005) “Bottomless Bowls: Why Visual Cues of Portion Size May Influence Intake “ Obesity Research Volume 13, Issue 1, pages 93–100
QUANDO MANGIARE SANO DIVENTA PATOLOGIA
Sta emergendo un nuovo tipo di disordine alimentare che vede le persone ossessionate dall’alimentazione sana ,si definisce Ortoressia e indica l’ossessione psicologica per il mangiare sano. Il termine è stato coniato da Steven Bratman nel 1997 e deriva dalla parola greca “Orthos” (giusto) e “Orexis” (appetito).
Secondo i dati pervenuti dal Ministero Italiano della Salute per i disturbi alimentari, in Italia le persone affette da ortoressia sono circa 300 mila in Italia con una prevalenza maggiore tra gli uomini piuttosto che tra le donne. 1 (Donini e coll. 2004).
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L’ Ortoressia presenta le seguenti caratteristiche:
- Pensiero ossessivo riguardo al cibo: la persona può trascorrere più ore al giorno (2-3) a pensare a quali cibi scegliere e come prepararli;
- Pianificazione dei pasti per evitare i cibi ritenuti dannosi (ricchi di zucchero/sale o contenenti pesticidi residui, conservanti di vario genere);
- Impiego di una grande quantità di tempo nella ricerca e nell’acquisto degli ali;menti a scapito di altre attività, fino a coltivare in prima persona verdure e ortaggi
- Preparazione del cibo secondo procedure particolari (es cottura particolare, scelta di determinati ingredienti a discapito di altri);
- Insoddisfazione affettiva e isolamento sociale causati dalla persistente preoccupazione legata al mantenimento di regole alimentari autoimposte.2 (Brytek-Matera, 2012).
Chi soffre di ortoressia ha facili crolli emotivi dovuti anche ad una piccola variazione del programma alimentare autoimposto: sensi di colpa, rabbia e umore depresso, fino a somatizzazioni di disturbi fisici (indigestioni, nausea, vomito). Nel tempo la patologia può diventare molto invalidante dal punto di vista sociale: difficoltà nell’accettare un invito a cena, attenzione alla qualità del cibo, al tipo di cottura etc.
Cura
Curare l’ortoressia non è semplice in quanto le persone che ne soffrono negano il problema e la necessità di cura enfatizzando la necessità del mangiare sano.
Ricordiamo che tutti i comportamenti che ci limitano nella vita sociale, lavorativa e affettiva dovrebbero portarci ad una domanda, ovvero se sia normale o patologico la messa in atto di un dato comportamento.
Bibliografia
1.Donini, L.M., Marsili, D., Graziani, M.P., Imbriale, M., e Cannella, C. (2004). Orthorexia nervosa: A preliminary study with a proposal for diagnosis and an attempt to measure the dimension of the phenomenon. Eating and weight disorders, 9, 151–157
2 Brytek-Matera, A. (2012). Orthorexia nervosa-An eating disorder, obsessive- compulsive disorder or disturbed eating habit? Archives of Psychiatry and Psychotherapy, 4(1), 55-60
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GENNAIO 2017
Il vero cambiamento inizia dentro di voi!

“Le paure che non affronti diventeranno i tuoi limiti” (R. Sharma )
Affrontare i nostri “giganti” richiede coraggio
e forza d’animo, ricorda però che NULLA E’ IMPOSSIBILE!
Chi sono

Psicologa–Psicoterapeuta Ordine degli Psicologi Regione Campania A/6460.
Autrice del romanzo psicologico (clicca sul nome e scopri di più!): “Senza Identità”
Specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale PTS-Roma con voto 110/110 e lode. Tesi “Disturbo di Panico con Agorafobia e Disturbo Ossessivo-Compulsivo, fenomeno del Not Just Right Experience”. Relatrice Gent.ssima Prof.ssa Cecilia La Rosa
Specializzata nell’uso della tecnica EMDR I e II livello.
Specializzata in Training Autogeno
Specializzata in Schema Therapy
STUDI:
Laurea in Psicologia Clinica e Della Salute con voto 110/110 e lode presso l’università G.D’Annunzio-Chieti. Tesi “Basi biologiche delle dipendenze comportamentali”. Relatore Gent.ssimo Prof. Alfredo Grilli.
Diploma “Master in Disturbi del Comportamento Alimentare” con voto 100/100. Università Popolare degli Studi di Milano. Tesi “Aspetti fisiopatologici e psicologici dell’obesità” Relatore Gent.ssimo Dott. Eduardo Favaretti.
-Corso di perfezionamento ” Psico-Oncologia” presso il San Camillo Forlanini-Roma.
-Corso di Alta Formazione “Neuropsicologia Clinica dell’Adulto”. IGEA-Pescara.
-Corso Perfezionamento: “Psicologia Clinica della Famiglia” IGEA-Pescara
-Corso di Formazione “Sostegno Psicologico nell’infertilità”.
-Corso di “Operatore di Percorsi di Accompagnamento alla Nascita”. IGEA-Pescara.
-Corso Professionale “Benessere in gravidanza e preparazione alla nascita”. Scuola Europea di Psicologia Funzionale -Roma
-Training di alta Specializzazione per il Trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Centro Ipsico, Firenze.
ETA’ EVOLUTIVA:
- Master in Disturbi dell’Apprendimento. Valutazione-diagnosi e trattamento. Presso l’Istituto Galton, ricerca & formazione. Pescara.
- Master “L’approccio Cognitivo Comportamentale ai Disturbi dell’età evolutiva”. Istituto IPSICO- Firenze.
- “Corso di formazione in psicologia evolutiva. I test e il colloquio clinico.” CEIPA-Roma.
- Corso di formazione “Psicodiagnostica in età evolutiva“. Scuola di Specializzazione in Psicoterapia cognitiva.
- Corso di formazione “I disturbi d’ansia in età evolutiva”. Airipa
- Corso di formazione. “La Play Therapy nell’intervento psicologico dei bambini” Centro studi Forepsy
- CERTIFICAZIONE “INTERNATIONAL ASSOCIATION OF INFANT MASSAGE”. INSEGNANTE MASSAGGIO INFANTILE
Dott.ssa Desirè Roberto
Psicologa-Psicoterapeuta
mail: psichedr@gmail.com
cell. 3297079025
via D’Orso,17- Flumeri (AV)
-RICEVO SU APPUNTAMENTO-
2 Febbraio 2016
Incontro tematico




